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140 Anniversario della breccia di porta Pia - intervento del Segretario di DA 30/09/2010

 

"Sono Segretario di Democrazia Atea, un partito di recente fondazione che forse nel nome spaventa ancora un po’. Noi non siamo sicuramente per un ateismo di stato, vorrei precisarlo da subito. Noi siamo per uno stato ateo, perché riteniamo che le prospettive del terzo millennio non vedranno più la contrapposizione tra paesi ad economia liberista e capitalista e paesi ad economia marxista e comunista. Noi pensiamo che la sfida del terzo millennio sarà tra stati atei e tra stati teocratici, stati nei quali la teocrazia farà sicuramente da bandiera per l’ etica di tutti i popoli e questo concetto a noi ripugna. Noi pensiamo che l’etica di un popolo non debba partire dalle religioni, ma dalle convenzioni internazionali sui diritti dell’uomo e le libertà fondamentali. Questo significa che tutte le religioni in uno stato ateo debbano poter convivere, ma che nessuna di queste religioni possa diventare religione di maggioranza perché nel momento in cui una religione diventa religione di maggioranza, inevitabilmente caschiamo nel cosiddetto stato teocratico. Oggi noi ricordiamo un passaggio fondamentale della nostra storia, durante il quale pensavamo di esserci liberati dello stato del Vaticano. Ci ritroviamo dopo 140 anni ancora a dover mettere in discussione la nostra libertà di stato. Veniamo da una tradizione che vede la divisione dei poteri che ci è stata insegnata nel ‘700 da Montesquieu: potere giudiziario, potere legislativo, potere esecutivo. Abbiamo una tradizione democratica che ci fa distinguere gli stati dittatoriali dagli stati democratici. Gli stati dittatoriali sono quelli dove la tripartizione dei poteri alla Montesquieu non si sa neanche dove stia di casa, dove non ci sono libere elezioni (ci possono anche essere elezioni, ma non libere). Ebbene, noi continuiamo a mantenere nella nostra costituzione un articolo che ci vincola in maniera criminosa e criminale ad uno stato dittatoriale che è lo Stato del Vaticano, nel quale non ci sono libere elezioni, nel quale un monarca assoluto racchiude in sé tutti e tre i poteri . Quale concezione di stato dobbiamo avere noi, in Italia, se continuiamo a dare soldi delle nostre tasse ad uno stato dittatoriale? Vogliamo cominciare a chiamare le cose col loro nome? Lo Stato del Vaticano è uno stato dittatoriale che non contempla le libertà fondamentali, che non ha sottoscritto la convenzione dei diritti dell’ uomo e delle libertà fondamentali, che non ha sottoscritto la dichiarazione universale dei diritti della disabilità. Si è persino rifiutato di sottoscrivere il Protocollo di Kyoto. E’ uno stato nel quale vige una sola regola, quella che porta i soldi della nostra criminalità organizzata nelle casse dello IOR!
Ora è arrivato il momento di dire basta e di dirlo a chiare lettera, senza se e senza ma. 
Ora, come DA, la nostra prospettiva l’abbiamo già disegnata. Noi vogliamo uno stato ateo e abbiamo già pubblicato il nostro programma politico che consta di 66 punti, nei quali ci interessiamo di tutti gli aspetti della società italiana, dall’economia alla politica a tutti i diritti. Ma ce n’è uno che coincide anche col nostro statuto: all’art 1 la ragione stessa della nostra esistenza: quella della abrogazione dei patti lateranensi! Noi, come Democrazia Atea, ci vergogniamo di avere un accordo internazionale con uno stato dittatoriale e a questo accordo vogliamo dire basta! Ricordiamoci che siamo uno stato che all’art. 11 della costituzione disdegna qualunque partecipazione del nostro stato alla guerra; abbiamo vescovi e cardinali che hanno il titolo di generali e che, per essere andati a benedire i cannoni con i quali sono stati uccisi civili nelle altre nazioni, hanno persino una pensione di 7.000 euro al mese, con i nostri pensionati che non riescono a raggiungere una pensione di 435 euro. Io come Segretario Nazionale di Democrazia Atea ritengo che sia arrivato il momento di dire basta e di chiamare le cose col loro nome. E dico basta ad un accordo criminale con uno stato dittatoriale! Grazie".

Il video dell'intervista è su youtube:

http://www.youtube.com/user/democraziaatea#p/u/6/-laKzUZDAB0

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