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2014 31/01/2014

Sarà difficile pensare con serenità al 2014.

Le premesse non sono delle migliori.

I mali endemici del nostro Paese sono rimasti immutati e nessuna delle vere cause che affliggono la nostra insana economia sono state rimosse o alleviate.

Nessuna rilevante diminuzione del livello di corruzione degli italiani, nessun segno di ripresa del livello culturale degli studenti.

La corruzione si è fatta più sofisticata e l'arresto diventa simbolo di martirio per una ingiustificata persecuzione da parte di una magistratura cattiva e politicizzata.

L'OCSE ci conferma che gli studenti italiani sono tra i più incolti d'Europa e tra qualche decennio saranno inutilizzabili per badare quantomeno a se stessi.

Ci addobbano ancora scuole e uffici con il crocifisso, simbolo di pedofilia e riciclaggio, fondamento culturale della corruzione, ovviamente quella che si perdona con l'assoluzione del prete di turno.

Tutti ringraziano il dittatore Bergoglio affidando alle contraddizioni della sua monarchia la rinascita morale di una nazione in crisi valoriale perchè moralmente affine alla sua setta.

La classe politica è lo specchio esatto del Paese, ogni rappresentante conta esattamente una parte di popolazione con la quale esprime continuità ideale o affaristica.

Le difficoltà economiche attanagliano ormai qualche milione di concittadini, ma la dignità nel malessere è appannaggio di pochi.

Le istituzioni sono attaccate e vilipese da chi ha interesse a minare le fondamenta democratiche per preparare il terreno ad una svolta autoritaria e ogni offesa ad una istituzione è un gradino in più nella scalata al rovesciamento agognato.

Davanti al caffè al bar si invoca "l'uomo forte" e, se interrogati, nessuno, neanche con uno sforzo di memoria da ipnosi, è in grado di riferire, quale dittatura, ad esempio, abbia mai favorito gli interessi del popolo e non piuttosto quelli di una oligarchia violenta.

Assistiamo indifesi all'analfabetismo della convivenza civile, circondati da persone sorde ad ogni forma di solidarietà umana, imbarbarite dal turpiloquio e accecate da nemici preconfezionati dai blog.

Sotto l'albero di natale un oggetto più di altri è stato assente: uno specchio.

Che il 2014 rifletta per ognuno ciò che è, senza fingimenti o mistificazioni.

Ad maiora.

 

Carla Corsetti

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