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ADESIONI CONVINTE 24/09/2015

Il 3 gennaio del 1925 Mussolini pronunciò un discorso alla Camera dei Deputati che segnò la svolta autoritaria del partito fascista.

Disse chiaramente che non aveva bisogno di conferme politiche, non desiderava un voto politico, “ne ho avuti troppi”.

Il delitto Matteotti, dopo quel discorso, aveva un responsabile politico, morale e storico, e la reintroduzione della pena di morte fece da corollario al declino verso la dittatura.

Complice la frammentazione delle opposizioni, il partito fascista si compattò nella privazione dei diritti di rappresentanza e di associazione, vennero abolite tutte le rappresentanze elettive che vennero sostituite dai podestà di nomina governativa.

Buona parte degli italiani, del resto, aderiva convinta al Partito Fascista.

Ci sono eventi che segnano il tempo, che evidenziano una demarcazione ineluttabile tra ciò che è e ciò che sarà.

Certi eventi non piovono come fulmini a ciel sereno, ma il fragore è parimenti devastante, anche quando la loro forza devastatrice era preannunciata e prevedibile.

Il 21 settembre 2015 Renzi ha pronunciato un discorso alla direzione nazionale del suo partito che segna la svolta autoritaria delle istituzioni democratiche.

La fascistizzazione del PD è irrefrenabile.

I processi democratici della rappresentanza non hanno alternative alla espressione di voto, e privare il Senato della possibilità di essere elettivo, pur con il trucchetto del listino introdotto durante l’elezione dei consigli regionali, è un colpo di mannaia finalizzato alla soppressione definitiva della rappresentanza democratica.
Renzi, convocando la Direzione Nazionale del PD ha neutralizzato definitivamente l’opposizione interna del suo partito, ha completamente soffocato ogni possibile senso critico alla sua debordante autoreferenzialità.

Il Ministro Boschi, con cinguettio da sponda, ha chiosato sulla inutilità della minoranza: “non possiamo neanche pensare che la minoranza possa mettere un veto all'interno di un gruppo, perché non lo sta facendo la maggioranza: a maggior ragione non si capisce sia la minoranza a farlo".

Ineccepibile per una che annovera tra i suoi riferimenti politici Amintore Fanfani, firmatario del manifesto fascista sulla razza.

Fatta rientrare nei ranghi la minoranza del PD, che già si era coperta di ridicolo da sola, l’opposizione al progetto autoritario non ci sarà.

Le altre forze parlamentari non governative (difficile qualificarle di “opposizione”), per quanto abbiano espresso deputati e senatori in misura significativa, non sono e non saranno in grado di organizzare manifestazioni di piazza, scioperi, presidi sensibilizzanti, tutt'al più qualche evento facebook.

E la riforma del Titolo V della Costituzione con la trasformazione del Senato in un “dopolavoro” di Sindaci e Consiglieri Regionali, non troverà una popolazione preparata a respingerla con il referendum confermativo.

Il discorso di Matteo Renzi alla direzione nazionale del suo partito sarà ricordato come la svolta antidemocratica del Paese a guida PD.

Varufakis ha espresso un auspicio rivolto a Renzi. “Spero di vederti tornare presto tra i ranghi dei democratici” ma quella dell’ex Ministro delle Finanze della Grecia è una vana speranza.

Gli scassinatori della democrazia non retrocedono, restano avvinghiati al potere con una elezione illegittima, fatta con il 'porcellum' che è stato dichiarato incostituzionale.

Hanno ideato una riforma che sbilancia i poteri dello Stato perché pone il Senato sotto il controllo diretto dell’Esecutivo, ma ciò che è più grave, con la riforma costituzionale il popolo conterà come il due di coppe a briscola.

Buona parte degli italiani, del resto, aderisce convinta al Partito Democratico.

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