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AIUTIAMOLI A CASA LORO 21/09/2015

Il ricordo dei cartelli “affittasi – esclusi meridionali” non è una realtà lontana.
La migrazione interna dal Sud verso il Nord industrializzato, ha inciso profondamente sulla sub-cultura italiana in relazione alla negazione dell’accoglienza, anche se, in riferimento agli italiani non è corretto parlare di razzismo, quanto piuttosto di discriminazione socio-economica.
Anche George Clooney è un immigrato extracomunitario ma non si segnalano episodi di razzismo etnico nei suoi confronti, perché in definitiva è un immigrato ricco.
Gli arabi e i qatarioti che comprano quote societarie delle compagnie aeree italiane, sono ben accetti e le loro regole tribali circa l’uso che anche codesti milionari fanno delle donne, utilizzate come oggetti per la riproduzione, non rientra tra le preoccupazioni italiche.
E’ avvilente piuttosto vedere come invece gli italiani si prostrano davanti al denaro asiatico che sa di petrolio e di lapidazione di donne e di atei, mentre non si risparmiano se devono esprimere discriminazione verso i bambini arrivati “con i barconi”, perché, come direbbe il filosofo Catalano, è meglio lo straniero ricco che lo straniero povero.
A dio, patria e campionato di calcio, oggi, sull’onda del mito ungherese Orban, si aggiunge un altro valore nazionale, destinato a diventare identitario nelle espressioni di voto, ovvero la discriminazione contro chi fugge dalla guerra e dalla distruzione.
Anche noi siamo stati protagonisti nelle guerre che abbiamo finto di combattere contro il terrore, ma che invece ci servivano per depredare ricchezze di chi oggi fugge.
E’ più facile vincere alla lotteria che convincere gli italiani ad uscire dalla NATO oppure dichiarare illegale la produzione di armi, visto che siamo il quarto produttore mondiale.
Possiamo aiutare i migranti a stare sereni a casa loro, sarà sufficiente sbaraccare dalle loro Nazioni le nostre imprese, oppure possiamo smetterla di prestare le nostre basi militari per bombardarli.
Senza bombe addosso e utilizzando le ricchezze che la natura gli ha dato, c’è una probabilità maggiore che non vengano a farsi prendere a calci o a sassate nei nostri centri d’accoglienza.
Carla Corsetti
Segretario nazionale di Democrazia Atea

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