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AZIONI ANTIUMANITARIE 31/05/2014

Al Ministro dell’Istruzione

Professoressa Stefania Giannini

Viale Trastevere, 76

00153 ROMA

 

E,p.c.

Uffici Scolastici Regionali

Loro Sedi

 

 On.le Ministro

Sottoponiamo alla Sua cortese attenzione la necessità di un immediato intervento che ponga fine alle iniziative intraprese dagli Istituti Scolastici di partecipazione alle attività di culto.

 Ricordiamo a noi stessi che la nostra Costituzione esprime il principio supremo della laicità dello Stato attraverso gli articoli 2,3,7,8,19 e 20 (Corte Costituzionale sentenza n.203/1989), e che “in nessun caso il compimento di atti appartenenti, nella loro essenza, alla sfera della religione possa essere l’oggetto di prescrizioni obbligatorie derivanti dall’ordinamento giuridico dello Stato” (Corte Costituzionale, sentenza n.334/1996).

 Aderiamo alle pregevoli indicazioni espresse dal TAR Veneto nella sentenza n.2478 del 20 dicembre 1999, richiamandole integralmente: “È illegittima la delibera del Consiglio di circolo che dispone lo svolgimento di attività religiose, quali la celebrazione di liturgie o riti religiosi o il compimento di atti di culto, non attinenti alla vita della scuola, in orario scolastico e al posto delle normali ore di lezione, in quanto gli atti di culto non costituiscono “cultura religiosa” assimilabile all’insegnamento, ma fatti di fede individuale, estrinsecantesi nel colloquio rituale che il credente ha con la propria divinità e quindi, non rientrano nelle categorie e nel quadro delle attività scolastiche istituzionali”.

 Richiamiamo integralmente anche la motivazione della sentenza del TAR Emilia-Romagna n.250 del 17 giugno 1993: “Gli atti di culto e le celebrazioni religiose si compiono unicamente nei luoghi a essi naturalmente destinati, che sono le chiese e i templi e non nelle sedi scolastiche, in sedi cioè improprie e destinate alle attività didattiche e culturali, finalità appunto della scuola. … La Chiesa è libera di svolgere queste attività nelle scuole che essa stessa istituisce, non può però svolgerle nelle scuole dello Stato e nell’ambito di esse e gli organi pubblici che questo consentono commettono senza dubbio una illegittimità”.

 Richiamiamo, da ultimo le osservazioni conclusive sul secondo rapporto periodico della Santa Sede della Commissione dei Diritti dell’Infanzia del 31 gennaio 2014 nel quale le preoccupazioni espresse circa la tutela dei diritti dei minori pongono la Chiesa Cattolica in posizione di grave imbarazzo, tale da rendere quantomeno inopportuna la presenza di personale ecclesiastico nelle scuole frequentate da minori.

 Nel rapporto testè citato, che, per brevità si allega in copia, il Comitato sui Diritti dell’Infanzia, tra le raccomandazioni, include anche la diffusione delle osservazioni conclusive: “… Il Comitato inoltre raccomanda che il secondo rapporto periodico e le risposte scritte dallo Stato Parte e le relative raccomandazioni siano rese ampliamente disponibili”.

 In adesione alle Raccomandazioni del Comitato sui Diritti dell’Infanzia dell’ONU chiediamo formalmente che il Ministero divulghi le osservazioni conclusive nelle quali si evidenziano preoccupanti elementi discriminatori perpetrati nelle scuole italiane nelle manifestazioni legate al culto cattolico.

 Tra gli atti discriminatori si evidenziano, inter alia, i cosiddetti “precetti pasquali”.

 Assistiamo ad una grave interferenza della Chiesa Cattolica nella attività dell’istituzione scolastica statale e chiediamo un Suo immediato intervento che vieti, senza dubbi interpretativi, le attività rituali in orario scolastico, né in attività extrascolastiche di cui alla lettera d) dell’art.6 del d.p.r. 416/74.

 Siamo consapevoli che “la materia religiosa, per il suo essere tradizionale terreno di azioni antiumanitarie, è tra quelle in cui più sensibile è la tensione opposta, che induce a consentire l’accesso alla tutela giurisdizionale in funzione antidiscriminatoria” come recentemente statuito dalla Corte di Cassazione Sezioni Unite sentenza 28 giugno 2013 n.16305.

 Promuoveremo attività di vigilanza e di segnalazione alle autorità giudiziarie degli episodi di illegittimità posti in essere dai Dirigenti scolastici in danno dei minori e chiediamo che il Ministro dell’Istruzione intervenga nel senso auspicato di un immediato ripristino dei criteri di non discriminazione che riaffermino il principio di laicità dello Stato Italiano, vietando manifestazioni e rituali religiosi nelle istituzioni scolastiche italiane.

 

La Segreteria Nazionale di Democrazia Atea

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