Campagna Tesseramento 2017
Sostienici con il tesseramento o con una donazione

 

Effettua il versamento

CARCERI SPA 30/11/2013

Durante il governo di Mario Monti questa idea infelice fu inserita in un decreto dall’allora Ministro Paola Severino, avvocato che dichiarava al fisco milioni di euro e dunque assolutamente inadatta ad una valutazione etica della questione.

La sua proposta, per come formulata, destò non poche perplessità.

Certamente rispetto ad un Ministro del precedente governo che parlando del fenomeno carcerario, ne confondeva addirittura il genere grammaticale, quantomeno il Ministro Severino poteva vantare un superiore livello culturale, oltre che grammaticale, ma la inadeguatezza della sua iniziativa restava inqualificabile.

Il Ministro Severino si presentò davanti al Parlamento con una relazione superficiale e priva di elementi qualificanti, tipica di un provvedimento che celava finalità diverse da quelle propinate.

Nella presentazione della sua iniziativa evitò con accuratezza la doverosa analisi delle cause della tendenza antisociale del nostro Paese.

Non v’era cenno alla anomia preoccupante che non riguardava solamente le “storiche” organizzazioni criminali o le deviazioni scaturenti dai diversi gruppi sociali, ma l’anomia involgeva anche le giovani generazioni e i nuovi reati legati al costume sociale.

Una corretta e completa analisi del fenomeno criminale non poteva ridursi alla mera elencazione dei dati, al riferimento numerico dei detenuti, delle strutture carcerarie, dei processi pendenti, delle ingiuste detenzioni e dei conseguenti risarcimenti.

L’analisi avrebbe dovuto tener conto delle cause altrimenti le soluzioni adottate non sarebbero state idonee a ricondurre i fenomeni antisociali nell’alveo di una percentuale “fisiologica”.

Il Ministro proponeva di liberalizzare il sistema carcerario affidandone la gestione alle fondazioni bancarie senza tener conto in alcun modo di quanto il tessuto criminale sia spesso intrecciato con il sistema bancario e che la privatizzazione del sistema carcerario, proprio attraverso le fondazioni bancarie, avrebbe consentito alle organizzazioni criminali di gestire in via diretta i propri detenuti.

Le organizzazioni umanitarie internazionali hanno da tempo sollevato critiche alla privatizzazione delle carceri analizzando quanto accade nei Paesi ove questo sistema è stato già adottato e quindi al Ministro Severino competeva anche una analisi comparativa rispetto ad altri sistemi, ma è stata omissiva anche su questo punto.

Carla Corsetti

ritorna alle news
Altre News
IV ASSEMBLEA NAZIONALE - III CONGRESSO NAZIONALE
24 giugno 2017 
Leggi tutto
LA REPUBBLICA PONTIFICIA
Lo strapotere vaticano
Leggi tutto
LA FIGURACCIA DI FRANCESCHINI
Il TAR boccia il Ministro
Leggi tutto