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CARLO AZEGLIO CIAMPI 16/09/2016

La morte di Carlo Azeglio Ciampi merita qualche riflessione.

Presidente emerito della Repubblica, Ciampi sarà ricordato per come gestì l’entrata nell’Euro, anticipandola con una svalutazione della lira che ci costò diversi miliardi.

Con quella svalutazione il cambio lira/euro fu una partita in perdita e Ciampi, riuscì a consentire l’ingresso dell’euro con un cambio assolutamente iniquo.

Se quella decisione fosse stata la risultante anche di spinte speculative sovranazionali, oltre alle dichiarate minacce tedesche, non è dato sapere con certezza, e resta il fatto che uscire ora dalla moneta unica gioverebbe solamente a chi ha grandi capitali di riserva, non certo a chi, come capitale, ha solo la propria forza lavoro, dunque finanziariamente niente.

Ciampi sarà ricordato anche per aver nominato senatore a vita Giorgio Napolitano, favorendone la successione alla Presidenza della Repubblica, e senza tema di smentita possiamo affermare che Napolitano abbia presieduto, influenzandola, la peggiore delle stagioni repubblicane.

Ma il capolavoro di Ciampi, quello che ha dato la randellata peggiore alla nostra democrazia, sta nella firma del porcellum.

Se avesse rimandato alle Camere quella legge, la storia lo avrebbe ricordato quantomeno per il tentativo di difendere la rappresentanza democratica.

Persino il suo autore Calderoli (anche se, ad onor del vero, fu scritta a più mani) definì quella legge una porcata, ma Ciampi la firmò, condannandoci ad un deficit di democrazia per nove anni.

L’attuale Parlamento, eletto con quella legge incostituzionale che Ciampi ritenne di non dover fermare, oggi è tronfio della già dichiarata illegittimità e con pulsione cannibale ha disegnato una riforma costituzionale che cristallizza il presente, costituzionalizzandolo, per tentare il colpo di una autarchia elettiva.

E questa parte della storia è cominciata con Ciampi.

Oggi, all’età di 95 anni è morto.

Non avremo particolari rimpianti.

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