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CARO MATTEO 13/12/2015

“Caro Matteo,

ho sentito il tuo discorso alla Leopolda e mi sono commosso.
Le tue parole hanno dato voce alle mie.
E poi il titolo dell’evento “La terra degli uomini” così maschilista, che trionfo di comunicazione! 
Ricordo quando, nel dicembre del 2010, sei venuto ad Arcore con la scusa della tassa di soggiorno per Firenze.
Mi sei piaciuto subito.
A tavola conquistasti i miei figli, e capii che eri l’uomo giusto per distruggere la sinistra dall’interno, perché tu avevi i miei stessi obiettivi.
Avevo immediatamente capito che avresti portato il tuo partito sulle posizioni liberiste e le avresti trasferite al Paese.
Stai finalmente consegnando il Paese agli imprenditori e alla borghesia, come è giusto che sia, e questo è quanto avrei voluto fare io sin dal 1994 se non mi avessero fermato quei vecchi comunisti che dapprima hai rottamato e ora, con scaltrezza, ti tieni in casa come trofei per far credere che sei di sinistra.
Alla mia età posso dire di essere soddisfatto e non importa che la svolta a destra del Paese non rechi la mia firma ma la tua.
Lo avevo messo in conto quando ci siamo incontrati nella sede del PD e abbiamo siglato il patto del Nazareno.
Per qualche istante abbiamo temuto che anche la terza forza parlamentare potesse disturbare il nostro piano, se solo avessero mostrato di voler dialogare, ma invece anche loro sono stati funzionali alle nostre intese, e nessuno ci ha più fermato.
Realizzerai la riforma della Costituzione antifascista e la trasformerai in una Costituzione presidenzialista, nella quale l’eguaglianza sarà un mero enunciato bislacco perchè saranno in pochi a contare, la massa sarà eccedenza superflua che potrai accontentare con una mancetta da 80 euro ogni tanto.
Posso ritirarmi contento perché il mio disegno si sta realizzando completamente, grazie a te.
Ora Matteo sei arrivato ad un passo dal perfezionamento, ma stai attento alla magistratura, potrebbe metterti i bastoni tra le ruote proprio quando starai per passare il traguardo.
Quei rapporti incrociati con Banca Etruria mi danno pensiero, e non sto tranquillo.
Il teatro comunale di Firenze potrebbe riservarti qualche ritocco nei sondaggi, ma tu non farti impressionare, agli italiani il politico che dribbla il conflitto di interessi piace.
Hai tutta la mia stima perché tu e il tuo entourage siete tutte persone perbene, ed è solo questo che conta.
Tuo Silvio.”

(Lettera mai scritta da Silvio Berlusconi a Matteo Renzi)

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