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CHIODO SCHIACCIA CHIODO? 03/11/2015

Matteo Renzi non caccia mai un collega di partito per dubbia onestà.

 

Sta nel DNA del partito lavorare nel disprezzo di quell’etica che dovrebbe contraddistinguere un politico serio.

 

Lo dimostrano i vari casi Barracciu, De Luca e via dicendo.

Anche stavolta l’aver scelto un prefetto (Tronca) macchiato da dubbi di peculato (utilizzo dell’auto blu per scopi personali) lascia ad intendere che il filo conduttore che determina le scelte di Renzi non è certo fondato sull’onestà.

 

Non si caccia un sindaco per dubbie spese di rappresentanza rimpiazzandolo con un commissario prefettizio macchiato dalla stessa onta.

 

Diversamente, si caccia un sindaco se non condivide l’operato del re Matteo, se osa mettere i bastoni tra le ruote al monarca Bergoglio.

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