Campagna Tesseramento 2017
Sostienici con il tesseramento o con una donazione

 

Effettua il versamento

COMPLOTTI E FOLLIE 31/07/2014

L’eurozona comincia ad assaporare la sua implosione economica e non ha nemmeno bisogno di aspettare il 25 maggio per decretare la sua inettitudine a rifondarsi come unione politica.

La Grecia è già stata neutralizzata ma l’Italia ha avuto una sorte migliore: è stata ingabbiata entro due limiti dai quali non riuscirà a svincolarsi vista l’incapacità delle maggiori forze politiche, e continuerà a barcamenarsi come sempre.

Il primo limite è legato alla impossibilità di contribuire, pur se in minima parte, alla politica monetaria europea che viene imposta senza alcuna prospettiva di sviluppo o di benessere.

Il secondo limite è legato al vincolo di bilancio che Monti ha introdotto con il voto favorevole di Berlusconi e di Bersani, e che impedisce all’Italia di poter pianificare la propria ripresa con una politica industriale.

In attesa del voto per le elezioni europee, la maggior parte degli italiani non si impegna di certo nella verifica dei programmi dei partiti sulle politiche monetarie e di sviluppo, distolta da un gossip più intrigante di una telenovelas: il complotto internazionale ordito, a detta di Edward Luttwak e da Timothy Geithner, dalla Merkel e da Sarkozy contro Berlusconi.

Terminato lo show della santificazione dei morti Roncalli e Wojtyla, con il preciso intento di condizionare il voto per le ripercussioni interne e non certo per contribuire alla costruzione di una Unione Europea che riscriva i Trattati, è cominciata la santificazione dei martiri della giustizia, ovvero la sovraesposizione mediatica di alcuni pregiudicati i quali dopo aver frodato i cittadini, dopo averli depauperati colludendo con associazioni mafiose, dopo essersi resi responsabili di atti gravi come la compravendita di senatori, ora gridano al complotto mondiale e qualche compagno di merende ha pure dichiarato di ritenersi prigioniero politico in attesa di essere estradato.

Come in una tragedia greca, o forse una sceneggiata napoletana, si solleva un coro di sodali i quali, accantonate le personali condanne collezionate con tanto impegno, in attesa che diventino definitive, fanno la “voce grossa” su una presunta sovranità nazionale violata, interpretata però come lesa maestà del capo.

L’aspetto tragicomico risiede nel paradosso che siano proprio costoro ad invocare la dignità nazionale.

Decisamente c’è troppo Stato nella Mafia.

 

Carla Corsetti

ritorna alle news
Altre News
IV ASSEMBLEA NAZIONALE - III CONGRESSO NAZIONALE
24 giugno 2017 
Leggi tutto
LA REPUBBLICA PONTIFICIA
Lo strapotere vaticano
Leggi tutto
LA FIGURACCIA DI FRANCESCHINI
Il TAR boccia il Ministro
Leggi tutto