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CONFRONTI 31/01/2014

Democrazia Atea è stata invitata a partecipare all'apertura dei lavori congressuali del Partito Comunista dei Lavoratori.

L'invito è stato accolto positivamente.

Nelle finalità di Democrazia Atea c'è quella di affermare costantemente il valore democratico dell'azione politica, e il valore democratico dei partiti comunisti italiani è stato confermato, ove ce ne fosse stato bisogno, dalla Corte dei Diritti dell'Uomo che con una sentenza di qualche anno fa, ha statuito che vi è libertà di associazione di un partito indipendentemente dalla sua ideologia, purche' il suo fine sia legittimo.

I partiti comunisti italiani, stando alla statuizione della Corte dei Diritti Umani, trovano la loro legittimità perchè si rifanno ai sistemi democratici e non teorizzano totalitarismi.

Piuttosto la Corte ha ritenuto, nella stessa sentenza, che non siano legittimi quei partiti che concretizzino reati di incitamento o ricorso alla violenza, o mirino all'abbattimento del pluralismo politico.

Con questa doverosa premessa Democrazia Atea ha portato il suo saluto ad un Partito con il quale condivide un valore fondante, ovvero l'antifascismo.

La relazione del Portavoce Nazionale del PCdL Marco Ferrando si è soffermata esaustivamente sull'analisi della crisi capitalistica internazionale, spaziando dagli Stati Uniti all'Unione Europea, dal Giappone all'Argentina, dalla Cina alla Bolivia.

Nè sono mancati i riferimenti alla situazione italiana, con le sue risposte deboli e servili verso i sistemi bancari, che hanno spianato la strada al più grande movimento reazionario e populista che si sia affacciato in Italia dal dopoguerra, il M5S, definito da Ferrando come un moderno movimento reazionario di massa che ha come autentico obiettivo la delegittimazione di ogni organizzazione collettiva democratica, al solo scopo di arrivare alla conquista del potere, mentre il regime dispotico posto in atto dal duo Grillo Casaleggio, è solo l'esatta prefigurazione di cosa potrebbe diventare la democrazia in mano a quei due.

Non sono mancate le critiche alla sinistra italiana che oggi si è identificata con l'ambizione personale di Matteo Renzi.

Piena assonanza con le proposte di Ferrando sulla opportunità di espropriare tutte le proprietà ecclesiastiche e abolire il Concordato.

La pericolosità della figura di Bergoglio e la sua furbizia peronista costituiscono anch'esse elementi di una analisi in condivisione con Democrazia Atea.

Infine Ferrando ha rivendicato il diritto del suo Partito a lottare per la difesa di tutte le libertà democratiche.

Sicuramente le proposte politiche di soluzione alla crisi del sistema capitalistico formulate da Marco Ferrando conservano un sapore utopico che oggi resta soffocato da chi, invece, propone un facile populismo soverchiante.

Nè è percorribile il rifacimento ad una Costituzione come quella sovietica, proposta da Ferrando, che nega i diritti politici e afferma solamente i diritti sociali.

La strada intrapresa da Democrazia Atea si pone piuttosto nel solco della piena attuazione della Costituzione italiana, riaffermando la dignità del lavoro come valore attuale e condiviso e non come una realtà romantica di un tempo passato.

 

Carla Corsetti

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