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DEBITO PUBBLICO 31/01/2014

Nel maggio del 2012 Democrazia Atea criticava duramente la scelta del Governo Monti che, forte del sostegno parlamentare del PDL e del PD, aveva introdotto il Fiscal Compact  ovvero il meccanismo finanziario che ci avrebbe trascinato nella povertà più assoluta:

www.democrazia-atea.it/sezione-11-sottosezione-58-id-413-fiscal-compact.htm

Il termometro della nostra povertà oggi non è un dato numerico sui bilanci dello Stato ma è tangibile e sembra irreversibile.

Ritornano alla mente le considerazioni espresse dai capi di Stato europei quando entrò in circolazione l'euro: l'unificazione monetaria avrebbe impedito che Stati con la stessa moneta avrebbero nuovamente combattuto tra di loro.

Le spinte nazionaliste protese verso il ritorno alle monete nazionali si stanno fortificando nel consenso verso le imminenti elezioni europee.

Uscire dall'euro e tornare alla moneta nazionale significa ricreare le stesse precondizioni di contrasto economico che precedettero sia la prima che la seconda guerra mondiale.

La soluzione non risiede nell'uscita dall'euro, ma nella nazionalizzazione delle banche private italiane che detengono il portafoglio del nostro debito pubblico.

Dobbiamo azzerarlo.

Non abbiamo più risorse per pagarlo.

Non abbiamo scelta.

 

Carla Corsetti

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