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DICHIARAZIONE DI OXFORD DEL CONGRESSO UMANISTA 2014 31/10/2014

Il Congresso Umanista Mondiale 2014, riunito a Oxford, UK, dall'8 al 10 agosto 2014, (http://iheu.org/oxford-declaration-on-freedom-of-thought-and-expression/) ha adottato la seguente dichiarazione sulla libertà di pensiero ed espressione:

"In tutto il mondo e in ogni tempo, è la libertà di pensiero e la libertà di espressione che hanno dimostrato di avere i più essenziali requisiti per la prosperità umana, ma ogni generazione deve affrontare nuove minacce a queste libertà fondamentali.

Consapevoli di ciò, noi sosteniamo che:

Il diritto alla libertà di pensiero e di credenza è uno ed è il medesimo diritto per tutti. Il diritto umano chiaramente espresso nell'Articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ed elaborato altrove è e deve essere un unico diritto, indivisibile, che protegge la dignità e la libertà di tutte le persone proteggendo il loro diritto alle loro credenze personali, qualsiasi siano tali credenze, religiose o non-religiose. Come recita l'Articolo 7 della Dichiarazione 'Tutti sono uguali davanti alla legge e hanno diritto senza alcuna discriminazione a uguale tutela da parte della legge'.

Nessuno ovunque mai dovrebbe essere forzato ad avere o a non avere una credenza. La libertà di pensiero implica il diritto di sviluppare, mantenere, esaminare e manifestare le nostre credenze senza coercizione, e di esprimere opinioni e visioni del mondo sia religiose che non-religiose, senza timore di coercizione. Essa include la libertà di cambiare le nostre opinioni o di rigettare credenze precedentemente accettate, o precedentemente ascritte. La pressione a conformarsi a ideologie di stato o a dottrine religiose è un atto di tirannia. Le leggi che prescrivono o criminalizzano le credenze contravvengono la dignità umana e devono essere abolite. Ogni cittadino di ogni stato ha il diritto di chiedere l'abolizione di tali leggi, e tutti gli stati dovrebbero supportare coloro, dovunque essi siano, i quali chiedono che le loro libertà sociali e la loro libertà personale siano sostenute.

Il diritto alla libertà di espressione è globale nella sua portata. Il diritto umano chiaramente espresso nell'Articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani include il diritto di 'cercare, ricevere e divulgare informazioni e idee attraverso qualsiasi mezzo e senza riguardo alle frontiere'. Nessun nazionalismo arretrato o insicurezza dello stato dovrebbe inibire la comunità umana globale dal realizzare il potenziale delle nostre nuove tecnologie, dei nostri mass media, dei nostri social media, e il nostro accesso personale alle reti transnazionali. Gli stati dovrebbero investire adeguate risorse per permettere la partecipazione dei loro cittadini a tale conversazione globale.

Non c'è alcun diritto a non essere offeso, o a non udire opinioni contrarie. Il rispetto per la libertà di credenza delle persone non implica nessun dovere o bisogno di rispettare quelle credenze. L'espressione dell'opposizione a qualsiasi credenza, inclusa la satira, la ridicolizzazione o il biasimo in tutti i media e in tutte le forme è vitale per il discorso critico e qualsiasi limitazione che è esercitata su questa espressione deve essere conforme all'Articolo 29 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, cioè rivolta a proteggere i diritti e le libertà degli altri. La migliore risposta all'espressione di opinioni con le quali non siamo d'accordo e quella di replicare a esse. La violenza e la censura non sono mai risposte legittime. Tutte le leggi che criminalizzano il linguaggio per motivi di 'blasfemia' o di offesa alle credenze e ai valori ostacolano la libertà umana e dovrebbero essere abolite.

Gli stati non devono limitare il pensiero e l'espressione meramente per proteggere il governo dalla critica. Gli stati che criminalizzano le critiche alle politiche governative o ai funzionari come proditorie o sediziose, o come minacce alla sicurezza, non sono "governi forti" che difendono i migliori interessi del pubblico, ma prepotenti ipercritici che esercitano la tirannia per i propri interessi. Gli stati dovrebbero assicurare nella legge del loro Paese, nei loro sistemi educativi, e nella conduzione della loro vita nazionale in generale, che la libertà di pensiero ed espressione siano attivamente promosse e perseguite per il beneficio reale di tutti i membri della società.

La libertà di credenza è assoluta ma la libertà di agire in base a una credenza non lo è. Come membri responsabili di una comunità noi accettiamo che la nostra libertà di agire a volte sia limitata, se e solo se le nostre azioni minassero i diritti e le libertà degli altri. La libertà di credenza non può legittimare che siano ignorati i principi di non-discriminazione e uguaglianza davanti alla legge. Questi equilibri possono essere difficili da raggiungere ma con un punto focale sulla libertà e la dignità umana, noi crediamo che i legislatori e i magistrati possano raggiungerli in maniera progressiva.

Noi sosteniamo i principi di democrazia, dei diritti umani, del dominio della legge, e del secolarismo come quelli che forniscono il fondamento più solido per lo sviluppo di società aperte dove la libertà di pensiero ed espressione sarà protetta e incoraggiata.

Noi ci impegniamo in tutta la nostra opera a sostenere e promuovere gli esistenti diritti alla libertà di pensiero ed espressione all'interno della struttura internazionale dei diritti umani e a opporci alle limitazioni nazionali e internazionali del diritto degli individui di pensare liberamente con la propria testa e di esprimere apertamente i loro punti di vista senza timore.

Noi sollecitiamo ognuna delle nostre organizzazioni associate e gli umanisti di tutto il mondo a sostenere questi valori nelle loro stesse vite; a promuovere nelle loro comunità una maggiore comprensione pubblica dei diritti alla libertà di pensiero e alla libertà di espressione per tutti; a spronare i loro governi a promuovere questi valori; e a unirsi con gli umanisti e altri nel difenderli e farli avanzare a beneficio di tutta l'umanità."

(Traduzione amatoriale di Fiorenzo Nacciariti

demoateo di Falconara Marittima)

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