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GENOCIDIO 01/04/2018

L’eccidio compiuto dai cecchini israeliani contro i manifestanti palestinesi non è capitato per caso.
La polveriera palestinese è stata innescata perché giova agli USA, nel loro delirio guerrafondaio, farla esplodere.
Lo spostamento dell’ambasciata USA a Gerusalemme è stato il primo segnale provocatorio di una pianificazione ordita congiuntamente da USA e Israele. 
A seguire, gli USA hanno tagliato i fondi all’Agenzia delle Nazioni Unite per i soccorsi e la Palestina nel Vicino Oriente (UNRWA) perfettamente consapevoli che 5 milioni di profughi palestinesi sarebbero rimasti senza aiuti umanitari, posto che per pianificare un genocidio non è necessario usare armi convenzionali, si possono trovare anche le strade della povertà e della malattia.
Il 15 marzo si è tenuta a Roma una conferenza dell’UNRWA per raccogliere fondi destinati al sostegno dei profughi palestinesi presenti in Giordania, Libano, Siria, Cisgiordania e Gaza.
La conferenza è stata deludente sotto ogni profilo considerando che non si è superato nemmeno un quarto della donazioni necessarie alla sopravvivenza delle missioni poste in essere dall’Agenzia. 
Gli eccidi compiuti dai cecchini israeliani su persone indifese, hanno sgombrato il campo da ogni illazione sulla assoluta pacificità dei manifestanti.
Le accuse del governo israeliano contro i manifestanti, definiti provocatori e ribelli, sono state smentite dai filmati che ratificano una violenza vigliacca da parte dell’esercito israeliano contro i manifestanti palestinesi.
È oltremodo significativo il fatto che i manifestanti avessero partecipato senza bandiere, accettando le indicazioni degli organizzatori i quali, come si legge dalle agenzie giornalistiche straniere, avevano dato indicazione di non oltrepassare la linea di sbarramento e di mantenere compattezza entro la linea vicino al confine, senza tentare di superarlo.
Il governo israeliano, dopo le ultime uccisioni, ha confermato che il regime di apartheid posto in essere fino ad ora, si sta evolvendo in pianificazione genocida.
Manifestare il proprio dissenso alle politiche criminali di Israele è doveroso.
Ed è vergognoso che il Giro d’Italia abbia programmato la prima tappa partendo proprio da Israele.
Se è vero che lo sport unisce i popoli, in questo caso sta unendo l’Italia al popolo sbagliato, legittimando Israele a sparare contro civili inermi, nella impunità internazionale. 
Democrazia Atea raccoglie l'appello di Potere al Popolo (https://poterealpopolo.org/no-giro-italia-israele/) e invita a boicottare il Giro d’Italia, per confermare che noi stiamo dalla parte di chi è vittima, e mai dalla parte di chi uccide.

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