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IL BALLO TEOBIOLOGICO 30/11/2014

Sulla questione, dibattuta recentemente nella trasmissione " Ballarò ", constato un fronte ben nutrito di credenti d'osservanza "apostolica", credenti laici, laici-laici credenti, atei di fedeltà teologica che non conoscono neanche le "verità" che intendono supporre e difendere.

Fra tutti questi anche il fior-fior degli acculturati i quali non attivano o sottopongono al loro pensiero critico queste "verità.

Innanzitutto esula dal loro campo di valutazione il verificare che diverse basi di queste "verità" sono il riciclo di passati miti e riti.

Da Prometeo che costruisce gli uomini, impastando il fango sul quale indirizza il suo soffio vitale, a Mitra, dopo Dioniso, Horus, Osiride con una storia ed una adorazione da cui Paolo ha copiato quella di Cristo.

Detto questo i nuovi crociati ignorano che la Chiesa ha inventato una "lex divina", non si sa come e perché modificabile, ed una "lex ecclesiastica", modificabile.

Il problema delle figure abilitate alla crescita dei bambini, a quale delle due leggi andrebbe sottoposto?

La riconferma che i bambini vengano al mondo grazie all'apporto di un uomo e di una donna deve comportare la riconferma che il matrimonio è finalizzato alla riproduzione della specie e che quindi una famiglia senza figli è una non famiglia o una famiglia difettata?

E se ci sono bambini con un solo genitore o in mancanza affidati ad altro familiare, questi bambini presenterebbero difetti di crescita?

Si dovrebbe allora, sottrarli al genitore superstite ed affidarli obbligatoriamente a due figure di sesso opposto?

Di queste problematiche si occupa la psicologia, non la teologia.

Le discipline analitiche non teologiche segnalano che ad occuparsi dei bambini debbano essere figure genitoriali o figure sostitutive adeguate dal punto di vista dell'affettività, quella affettività che con alta percentuale ai bambini non viene assicurata nelle famiglie 'matrimonializzate'.

E l'alta percentuale di delitti, violenze e carenze (dello Stato) che i minori subiscono nelle famiglie "normali" dipende dalla concezione 'famigliocentrica', in base alla quale tutto è scaricato o sacralizzato su questi nuclei familiari per quanto riguarda la cura dei bambini.

Quindi la funzione genitoriale può essere esercitata anche da persone diverse dalle figure parentali biologiche o da persone dello stesso sesso.

Strano poi, passando ad altro aspetto della questione, che quando un uomo ed una donna vivono insieme, li si considera conviventi "more uxorio", cioè come se fossero "congiunti", cioè come "sposati".

Come sposate "pero'" non possono essere considerate due persone dello stesso sesso.

Si sostiene, senza tanto sforzo da parte dei difensori "del santo sepolcro", che loro rispettano la libertà di unione fra persone dello stesso sesso e a questo punto sarebbe interessante sapere con quali modalità vorrebbero/ potrebbero impedirlo.

Dopo secoli di persecuzione, la latenza del pregiudizio, frutto di distorsione della formazione religiosa, viene fuori, quando si discute non più della legittimità della unione, ma della legittimità dell'adozione che, secondo l'ateo crociato Ferrara, annullerebbe la differenza fra uomo e una donna, distorcendo la "naturale" affettività "familiare.

Forse la differenza fra gli essere viventi andrebbe verificata su altro piano.

Attorno all'intera questione la Chiesa si muove su un piano di ridicola mancanza di rispetto attirando dietro di sé ipocrisie e opportunismi.

Sono in molti a deludere per la "profondità" della loro aridità, per cinismo e ...ignoranza della biologia.

 

Giacomo Grippa

Segretario Provinciale di Lecce di Democrazia Atea

 

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