Campagna Tesseramento 2017
Sostienici con il tesseramento o con una donazione

 

Effettua il versamento

Io sono egiziano! 31/01/2011

Se vai al Cairo e chiedi ad un cittadino di quella città da dove viene, lui, con orgoglio, ti risponderà: io sono egiziano!

L’identità nazionale è fortemente sentita e non conosce campanilismi.

E’ forte il sentimento di appartenenza alla nazione come è forte il desiderio di difendere il patrimonio culturale, simbolo da sempre della identità nazionale.

Il cordone umano che si è formato attorno al Museo Egizio per proteggerlo dai saccheggiatori, è stato uno dei momenti più passionali di una rivolta che vuole una prospettiva, una speranza, che vuole costruire un altro futuro.

Il futuro che vogliono costruire i manifestanti è racchiuso nei loro slogan: “no a Mubarak” “no al Governo”.

Ma c’è anche un altro slogan rivolto al potere: “siete nemici di Dio” e qui la chiave di lettura è più preoccupante.

Nelle piazze sono scesi i moderati, gli studenti, le donne, ma ci sono anche gli estremisti islamici, e loro sono i più organizzati in una rivoluzione che non ha leadership.

I giovani sono stanchi della corruzione, sono stanchi di una disoccupazione che mortifica i loro studi e che non risolve la loro povertà.

Un chilo di carne costa circa un terzo di uno stipendio medio e l’alimentazione è, per molti, di pane e fave.

I giovani sono anche stanchi delle oppressioni religiose che rendono difficili i rapporti tra uomini e donne, ma gli integralisti vorrebbero invece che l’Egitto si trasformasse progressivamente in uno Stato teocratico, sul modello dell’Iran.

La maggioranza degli egiziani è contraria ad un governo islamico ma sappiamo, per averla subita in Italia, che anche con meno del 30 % puoi tenere in scacco un’intera nazione, basta una legge elettorale ad hoc e tornare indietro diventa più difficile.

In Egitto è impensabile che un cittadino egiziano sia un non credente, l’ateismo e la blasfemia viaggiano sullo stesso binario, per entrambi la condanna è senza appello.

Il modello europeo dei diritti umani è improponibile, anche in quella che è sempre stata la culla del patrimonio culturale del mondo arabo.

L’islam non accetta che si possa cambiare religione, né accetta che si possa avere un pensiero non credente.

L’Egitto è anche il Paese nel quale l’85% delle donne è stata sottoposta all’infibulazione e alla clitoridectomia.

La repressione sessuale, compresa quella contro gli omosessuali, è interiorizzata e la svolta democratica, se ci sarà, dovrà passare attraverso il riscatto della sessualità femminile, altrimenti la teocrazia islamica non sarà solo egiziana, ma sarà di tutto il nordafrica.

Carla Corsetti

ritorna alle news
Altre News
...QUEL FATTACCIO DELLA PEDOFILIA
CARLA CORSETTI A VENEZIA 22 APRILE ALBERGO AMADEUS ORE 17.30
Leggi tutto
LA MESSA IN TRIBUNALE
Mentre il Consiglio di Stato consente le messe a scuola, i Presidenti dei...
Leggi tutto