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ITALICUM 23/01/2017

La Corte Costituzionale domani, o al più tardi dopodomani, si pronuncerà sulla legge elettorale.

Le ipotesi più plausibili indicano che dalla sentenza scaturirà una legge proporzionale che potrebbe consentire, di fatto, di andare al voto già a giugno.

Una legge proporzionale potrebbe aprire diversi scenari sulle future prospettive elettorali.

Le coalizioni possibili tra i partiti di destra, potrebbero vedere alleati il PD e Forza Italia, il M5S insieme con Salvini e Meloni, Alfano insieme con un’area popolare che comprenda Casini e Monti.

A sinistra è assai probabile una ricucitura tra Rifondazione, Sinistra italiana, Azione Civile e Sel.

In nessuna di queste formazioni si intravede una prospettiva laica e libertaria, una prospettiva democratica realmente affrancata dalla subordinazione alla teocrazia cattolica.

E fino a quando l’assenza si registra tra le formazioni di destra, non stupisce.

E’ invece grave che siano le formazioni di sinistra a non comprendere la differenza tra democrazia e teocrazia, ad aver abbandonato riferimenti intellettuali e filosofici laici per abbracciare la banalità di Bergoglio e della sua imbarazzante corte medievale fatta di protettori di pedofili mantenuti.

La legge elettorale, comunque vada, concederà a costoro di farsi rappresentanti dei soli cattolici, da sinistra a destra, e non saranno in grado di arginare la deriva di chi confonde la personale condizione del pensiero con la propria posizione politica, come accade del resto in tutte le teocrazie, comprese quelle islamiche.

Le formazioni di sinistra, purtroppo, ancora vanno rincorrendo il voto dei cattolici, incuranti dell’inciampo intellettuale che li rende disabili nel cogliere la pienezza di una democrazia fondata sul principio di laicità.

 

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