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L'INCIVILTA' DELLA GIANNINI 30/09/2014

Ci vorrebbe una cura oncologica per liberare la scuola italiana dal cancro clericale che mortifica il pluralismo e la capacità critica della Nazione, premessa imprescindibile per l’affermazione della Libertà di Coscienza.

Il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, invece, si pone in prospettiva di contrasto rispetto alla finalità primaria della scuola, che dovrebbe essere quella di formare donne e uomini capaci di far progredire la società nella direzione della affermazione dei diritti umani.

L’inciviltà del Ministro dell’Istruzione si è misurata nella deferenza mostrata verso Comunione e Liberazione, una delle più potenti organizzazioni di stampo religioso cattolico che dovrebbe essere bandita dal sistema scolastico, del quale invece si è impadronita.

Il Ministro Giannini prima ancora di discutere con il Colleghi di Governo le sue intenzioni di modifica del sistema scolastico, è andata a render conto delle sue intenzioni a questa accolita di fondamentalisti e affaristi del culto religioso.

Né la barbarie del suo comportamento sarebbe stata meno grave se, con un criterio di egualitarismo, avesse deciso di rendere conto della sua azione politica anche ai rappresentanti delle scuole coraniche, o ai rabbini ebraici, ovvero le altre due sette monoteistiche antiumanitarie.

La scuola è pubblica e le organizzazioni religiose non devono essere il luogo di discussione della realtà scolastica di una Nazione, a meno che non si voglia distruggerla nei suoi capisaldi democratici essenziali.

Se poi si entra nel merito delle decisioni preannunciate, la valutazione dell’azione di Governo di cui il Ministro Giannini è espressione, è ancora più vergognosa e carente.

Non riusciremo a raddrizzare la barra del timone della scuola italiana fino a quando il Ministero dell’Istruzione non sarà assegnato a persone in grado di comprendere il valore della separazione tra la sfera privata e quella pubblica in tema di religione, senza condizionamenti provenienti dalle personali credenze, e finora i nostri Ministri più dannosi sono stati tutti rigorosamente cattolici.

Le conclusioni a trarsi sono ovvie.

 

Carla Corsetti

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