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La gendarmeria europea anticostituzionale 31/01/2012

 I nostri parlamentari il 14 maggio 2010 hanno ratificato con voto unanime, il Trattato di Velsen sottoscritto il 18 ottobre 2007 da Olanda, Francia, Spagna, Portogallo e Italia.

L’Italia dunque aderisce con la propria Arma dei Carabinieri alla Gendarmeria Europea.

La stampa italiana, costantemente impegnata a condurre l’attenzione del popolo verso le castronerie, in una precisa strategia di disimpegno fatta di soft news, non ha dedicato a questo Trattato l’approfondimento necessario.

E’ così nessuno ha evidenziato le storture della EUROPEAN GERDARMERIE FORCE i cui compiti sono sintetizzati nell’articolo 4 del Trattato:

"a) condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; 

b) monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi comprese l’attività di indagine penale; 

c) assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence; 

d) svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti; 

e) proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici;

f) formare gli operatori di polizia secondo gli standard internazionali;

g) formare gli istruttori, in particolare attraverso programmi di cooperazione”.

Ma la gravità e anticostituzionalità del trattato non si ravvisa nei compiti assegnati quanto piuttosto nelle immunità e impunità.

Gli articoli 21 e 22 del Trattato prevedono la inviolabilità dei locali, dei beni e degli archivi.

L’articolo 23 prevede il divieto di intercettare le comunicazioni dei gendarmi europei.

L’articolo 28 esclude che possano essere indennizzate le proprietà e le persone se i responsabili sono i gendarmi europei.

L’articolo 29 è il più inquietante perché sancisce l’impossibilità della giustizia dei Paesi ospitanti di mettere sotto inchiesta i gendarmi.

Non finisce qui.

La EGF sarà sotto l’egida della NATO con sede a Vicenza dove c’è una base militare statunitense il che, in termini operativi, significa porla sotto il controllo del Pentagono.

I nostri carabinieri hanno già iniziato i corsi di addestramento e di qualificazione per formare le unità speciali della EGF.

Non manca l'enfasi e così apprendiamo dai comunicati stampa dell'Arma dei Carabinieri che

"il Generale di Brigata Umberto Rocca, ha posto l'accento su come il panorama della sicurezza internazionale, oggi così legato alla globalizzazione ed alla crisi economica che spesso si trasforma in una minaccia alla stabilità politica, renda estremamente utili le unità di polizia "robusta" specializzate nei compiti di stabilizzazione."

Ebbene i nostri parlamentari, da Berlusconi a Bersani, passando per Di Pietro e Casini senza trascurare Vendola, ci hanno consegno ad una Gestapo indegna di uno Stato di diritto, che si sta addestrando per "stabilizzarci politicamente".

E c’è ancora qualcuno che ogni tanto viene a chiedere se Democrazia Atea potrebbe  allearsi con qualcuno dei partiti già presenti in Parlamento.

Nessuna alleanza per noi significa nessuna complicità.

Carla Corsetti

 

 
 
 
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