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LA GERMANIA FURBACCHIONA 27/03/2018

In Germania, ed esattamente in Baviera, c’è una città, Eichstätt, (14.000 abitanti) dove il tasso di disoccupazione è sorprendentemente dell’1%.

Complessivamente in Germania il tasso di disoccupazione è di poco superiore al 5%, mentre in Italia supera l’11%.

Le condizioni di vita in Germania non sono paragonabili a quelle della media degli italiani.

L’efficienza pubblica e privata è sicuramente un dato oggettivo che però, a ben vedere, non si giustifica soltanto con scelte politiche e/o monetarie.

I tedeschi hanno sempre mostrato una certa propensione a ritenersi migliori degli altri popoli europei, e alla fine si sono anche convinti che sia effettivamente così.

Gli italiani invece, che in una percentuale sempre più consistente sono in condizioni di grave disagio economico, hanno via via dismesso ogni ipotesi di investimento, strozzati da una classe dirigente asservita alle logiche dell’austerity che hanno impedito ogni investimento pubblico.

Ma la Germania, quanto ad investimenti pubblici, ha fatto finta di seguire le stesse regole italiane, e nel mentre ha trovato un escamotage per disattenderle.

Vediamo come.

Dopo la seconda guerra mondiale la Germania fondò una banca pubblica, la Kreditanstalt für Wiederaufbau – KfW - (Istituto di Credito per la Ricostruzione) il cui capitale era per l’80% federale e per il 20% regionale, dunque interamente pubblico.

Il KfW è ancora attivo ed operante, e quando i vincoli di bilancio impediscono alla Germania di inserire un determinato investimento nei conti pubblici, subentra il KfW che consente di fare ciò che non sarebbe possibile secondo le stesse regole che la Germania ha voluto per gli altri, compresa l’Italia.

Solamente nel 2011 la KfW ha stanziato 70 miliardi in opere che, in un’ottica keynesiana, hanno potenziato lo sviluppo economico della Germania, senza figurare nei conti pubblici.

Progetti ambientali, finanziamenti alle imprese, creazione di grandi infrastrutture, insomma tutto ciò che non ha potuto fare lo Stato in via diretta, è stato fatto con la banca KfW.

Anche in Italia abbiamo la Cassa Depositi e Prestiti che dovrebbe assolvere alle stesse funzioni della KfW, ovvero promuovere sviluppo economico finanziando progetti.

Ma la Cassa Depositi e Prestiti non potrà mai competere ponendosi allo stesso livello con la KfW perché mentre i debiti della prima vengono ascritti al bilancio pubblico, i debiti della seconda vengono considerati debiti privati.

Uno scherzetto non da poco che rende impensabile per l’Italia continuare a giocare sul tavolo europeo tentando di mettersi sullo stesso piano di una Nazione che bara e che pretende pure di fare il croupier.

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