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LA VENDETTA DI BERGOGLIO 04/10/2015

 

Non è una novità che il Sindaco di Roma Ignazio Marino sia in difficoltà.

Si è messo contro i clan mafiosi della Capitale, si è messo contro il suo partito, si è messo contro un sistema consolidato di compagni di merende che mal sopporta la sua ostinazione a decidere di testa sua.

E ora ha ricevuto anche un colpo basso dal monarca Bergoglio il quale, negando di averlo invitato a Philadelphia, ha inferto una randellata alla sua disarmante impopolarità.

Sono due gli elementi incomprensibili e incoerenti di Marino che emergono, e non solo in questa frangente: tutti gli riconoscono che è una persona onesta e non si spiega come possa essere schierato con un partito, il PD, che non fa dell’onestà, nemmeno intellettuale, una delle sue leve identitarie; tutti sanno che è un difensore dei diritti umani e non si spiega come possa aderire ad una religione, quella cattolica, che si muove su un terreno antiumanitario.

In tutta questa incoerenza Marino continua ad inseguire il monarca vaticano sperando in una benevolenza politica pur sapendo di aver istituito il registro delle unioni di fatto, di aver patrocinato il gay pride, di aver auspicato una decente  legislazione sulla procreazione medicalmente assistita.

Maternità consapevole e diritti per gli omosessuali sono da sempre il terreno della repressione cattolica che Marino ha sfidato e adesso Bergoglio, vendicandosi,  lo ha politicamente “scomunicato”.

Pur ammettendo che Bergoglio non sapesse che il vescovo di Philadelphia aveva inviato una lettera a Marino e che dunque vi era stato un formale invito a partecipare al suo show americano, Bergoglio avrebbe dovuto chiedere scusa per l’imbarazzo istituzionale creato.

Ma non lo farà perché Marino non è sufficientemente sottomesso  al clero, pur essendo cattolico.

Recentemente Bagnasco, il Presidente del Consiglio della monarchia vaticana, parlando delle coste italiane, ha detto “i nostri confini”, in un lapsus “geografico” che ha tradito quello che costoro credono che sia l’Italia,  una colonia vaticana i cui rappresentanti politici non devono fare altro che omologare le loro azioni alle castronerie delle credenze cattoliche.

E, tralasciando ogni altra valutazione, Marino pagherà per non averlo fatto né con i gay né con la procreazione medicalmente assistita, scontando un isolamento politico e istituzionale scientemente provocato  dalla monarchia degli uomini in palandrana.

 

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