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LE MENZOGNE DI VIOLANTE 04/08/2016

Non tutti ricorderanno che nel 2003 Luciano Violante alla Camera dei Deputati fece un discorso e rivelò:

-che nel 1994 avevano dato a Berlusconi la garanzia “piena” che le sue televisioni non sarebbero state toccate;

- che (intenzionalmente) non avevano fatto la legge sul conflitto d’interessi;

- che (intenzionalmente) avevano dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante fosse titolare di concessioni pubbliche;

- che avevano consentito a Mediaset, durante il governo di centrosinistra, di aumentare il proprio fatturato di venticinque volte.

Dopo aver tradito i suoi ideali (semmai avuti), dopo aver tradito il suo elettorato, dopo essere stato protagonista di accordi sottobanco, oggi Luciano Violante si schiera pubblicamente con i sostenitori del Sì e per farlo, coerente nel suo stile menzognero, elenca la solita cantilena di bugie.

Violante sostiene che l’Italia soffre di una atavica lentezza decisionale ma a fare due conti si scopre che approviamo una legge ogni 5 giorni e dunque la lentezza non è dato sapere dove sia.

Continuando nella menzogna sostiene che al procedimento legislativo attuale si sostituiscono due procedimenti legislativi: per essere professore di diritto dovrebbe essere in grado di vedere che al procedimento legislativo attuale se ne sostituiscono ben 10 e che passiamo da un bicameralismo perfetto ad un bicameralismo incasinato.

Al Senato e alle Nicole Minetti di turno, Violante sostiene che sia stata attribuita una intensa attività di controllo, non si sa bene con quali competenze, ma non dice che il nuovo Senato avrà un potere inferiore a quello di un bigliettaio al quale la legge oltre che al potere di controllo, attribuisce quantomeno il potere di fare multe.

Nega che si tratti di svolta autoritaria perché, a suo dire “il Presidente del Consiglio non potrà porre la fiducia al Senato”.

Qualcuno faccia un po' di lezioni di storia a costui perché è bene che sappia che sottrarre il potere di fiducia al Senato significa eliminare un contrappeso al potere esecutivo trasformandolo in autoritario.

E’ dall’antica Roma che l’autarchia, intesa come autogoverno privo di contrappesi, ha in odio il Senato e le aspirazioni autoritaristiche renziane non sfuggono a questa regola.

Violante conferma di essere infarcito di disonesta intellettuale e politica ed è per questo che è un degno rappresentante delle menzogne del Sì.

#IOVOTONO

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