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Le nostre origini sono greche 30/06/2010

 

Le democrazie moderne sono una evoluzione del pensiero politico, filosofico ed etico dell'antica Grecia, ad onta della battuta d'arresto imposta dal pensiero cristiano.
Che ci piaccia o no la filosofia aristotelica è quanto di più prossimo possiamo avere come riferimento storiografico-politico per una comprensione delle democrazie moderne, intese come migliore governo possibile.

Per quanto personalmente Aristotele preferisse un governo affidato ai ceti medi possidenti, in grado a suo dire di fronteggiare gli opposti estremismi, l'aspirazione utopica era il governo degli "Aristoi" gli uomini migliori.

Ogni aspirazione utopica materializza le sue degenerazioni e per Aristotele il governo degli Aristoi, l'aristocrazia, poteva degenerare da una parte verso l'oligarchia e dall'altra verso la democrazia.

Tra le due forme di degenerazione possibili, Aristotele preferiva comunque la democrazia perchè "la corruzione di pochi è più facile della corruzione di molti".

Se Aristotele fosse vissuto in Italia oggi, avrebbe dovuto teorizzare una terza ipotesi: "l'oligarchia democratica" ovvero un gruppo ristretto di potenti cui il popolo, democraticamente, ha affidato il governo dello Stato, e questa oligarchia, democraticamente, si sta trasformando in tirannide.

Aristotele ci ricorda tuttavia, che gli Ateniesi contro i tiranni inventarono la legge dell'ostracismo: se taluno diventava pericoloso per lo Stato bisognava scriverne il nome su un coccio (ostrakon) e quando se ne raccoglievano seimila, costui veniva messo al bando e allontanato per sempre.

Democrazia Atea ha cominciato a raccogliere i cocci con i quali verrà messa al bando ogni moderna forma di tirannide, politica e religiosa.

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