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LE NOSTRE VITE, LA NOSTRA LIBERTA' 05/10/2015

 

 

 

 

“L'Italia è un paese con un grave difetto di laicità, in cui la nostra libertà di essere, di amare e di decidere, è spesso negata e delegata ad altri.

A settant'anni dalla fine della guerra la Repubblica non ha ancora reso pienamente operanti i principi della Costituzione che proclama l'uguaglianza dei cittadini indipendentemente da ogni loro condizione personale e sociale, e la piena libertà di religione, garantendo finalmente a tutti parità di trattamento e riconoscendo i diritti dei non credenti.

Le spinte integraliste e xenofobe creano un clima nazionale ostile a qualsiasi nuova conquista di civiltà e ci condannano all'arretratezza legislativa sui maggiori temi dello sviluppo civile della contemporaneità.

Le battaglie per i diritti civili, per le libertà di coscienza e di scelta, per i diritti della persona umana, sono il cuore del progresso di un popolo civile e democratico.

La Repubblica, il Paese in cui lavoriamo, paghiamo le tasse e che amiamo, ha l'inderogabile compito, sancito dall'articolo 3 della Costituzione, di rimuovere gli ostacoli di ogni tipo che limitino di fatto la libertà e l’uguaglianza di ognuno, impedendone il pieno sviluppo come persona umana. Ma con ciò impedendo anche la piena realizzazione e il personale, irrinunciabile diritto alla ricerca della felicità.

Allargando questo concetto alla dimensione europea, ancor di più ci accorgiamo di quanto noi italiani siamo meno liberi, meno uguali, meno laici e meno felici dei nostri concittadini d’oltralpe.

E’ inconcepibile che le uniche spinte al progresso sociale italiano derivino da sentenze delle più alte Corti di Giustizia, e da reprimende delle istituzioni europee.

Chiediamo con forza e determinazione alla politica e alle istituzioni laiche e repubblicane d’Italia, che si mettano al lavoro da subito per rimuovere una lunga serie di insopportabili ostacoli alla nostra libertà.

Chiediamo:

una legge per il matrimonio egualitario;

- una legge sulla fecondazione assistita;

- che si legiferi in materia di autodeterminazione del genere ai fini della rettificazione anagrafica;

- che venga applicata correttamente la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, regolamentando e controllando con efficacia il fenomeno dell’obiezione di coscienza dei medici;

- che a ciascuno sia riconosciuta la libertà di scegliere in che modo lasciare questa vita;

- che si approvi presto una efficace legge contro l’omotransfobia;

- che “senza oneri per lo Stato” diventi una pratica nella gestione dei fondi per la scuola, e non vuote parole scritte nella Costituzione.

Noi siamo cittadine e cittadini italiani, nel pieno dei nostri diritti, ed esigiamo che le nostre vite, le nostre libere scelte, siano rispettate e riconosciute dallo Stato e dalla politica, e non siamo più disposti a tollerare che i nostri diritti vengano negati sulla base di supposti principi dottrinali che vorrebbero imporre a tutti la stessa morale e lo stesso modello di vita.

Per tutto questo, perché laicità significa tolleranza civile, autonomia del temporale dallo spirituale, rispetto dell’altro, pluralismo, difesa delle scelte morali del singolo, vi chiediamo di partecipare sabato 3 ottobre alla nostra manifestazione: una giornata che potete contribuire a rendere storica.”

 

Democrazia Atea ha raccolto l’appello ed ha partecipato alla manifestazione 

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