Campagna Tesseramento 2017
Sostienici con il tesseramento o con una donazione

 

Effettua il versamento

Lettera aperta a Magdi Allam 31/07/2011

 

 Lettera aperta a Magdi Cristiano Allam in risposta alle sue affermazioni pubblicate su “Il Giornale” dell’ 11 luglio 2011.

Rispondo alle  sue affermazioni pubblicate dal quotidiano “Il Giornale” in relazione agli scontri avvenuti in Val di Susa.

Mi ha molto impressionato la sua lettera e il suo modo di commentare  la legittima opposizione dei cittadini ai lavori per il TAV.

Mi hanno colpito le sue parole “finché non ci scappa il morto non si fa nulla”.

Ebbene, le faccio notare che “il morto” c’è già stato, egregio signor Magdi Cristiano Allam. 

Si tratta  di una donna, pensionata, di 65 anni, investita a Venaria nel pomeriggio  del 29 giugno scorso da  un mezzo blindato antisommossa dei Carabinieri diretto a Chiomonte.

Ma sono certa che non sia stata considerata una vittima della repressione, la sua morte sarà annoverata nella statistica degli incidenti stradali.

Purtroppo questi episodi lasciano sul terreno dello scontro un’altra vittima, la nostra debole democrazia,  lacerata dalle iniziative violente di chi afferma il potere con la repressione.

Ora se io volessi usare delle espressioni con l’intento di mettere benzina sul fuoco, mi metterei al livello di coloro che non hanno né cautela né uso mirato delle parole, come purtroppo fanno spesso coloro che coprono responsabilità e ruoli istituzionali, ma sono una cittadina raziocinante e non cado in questa trappola.

Lei, che è anche membro del Parlamento Europeo,  parla di violenza, ed è vero, ce ne è fin troppa di violenza, spropositata, ma non nel senso che intende lei, perché l’unica violenza è stata quella contro degli onesti e preoccupati cittadini.

E questa violenza non credo si possa in alcun modo giustificare.

Mi riferisco a quella usata a spese di un ragazzo di nome Fabiano di Bernardino, studente di Bologna, che ha subito manganellate quando era a terra, in un’orda selvaggia e incivile, e a seguire insulti, sputi, offese verbali irripetibili.

Questo giovane ha riportato un braccio fratturato, e mentre era già sulla barella con una sbarra di ferro gli hanno fratturato anche il naso, hanno continuato a prenderlo a calci e pugni in faccia e sui genitali e infine gli hanno rovesciato addosso un bicchiere di urina.

Queste sono le “vostre” forze dell’ordine, e provo infinito sgomento nel pensare che questo corpo di polizia sia costituito da miei connazionali.

Ho letto che le forze dell’ordine sono state dotate di lacrimogeni al CS.

Non sapevo cosa fosse, mi sono informata e ho scoperto che  si tratta di orto-clorobenziliden-malononitrile.

Dunque i lacrimogeni usati contro la popolazione civile rientrano tra le cosiddette “ armi chimiche” vietate in quasi tutti i Paesi.

Egregio signor Allam, lei si è chiesto perché i Valligiani si oppongono al TAV?

A suo dire dovrebbero morire inalando amianto senza tentare di salvaguardare la salute dei loro figli e dei loro nipoti. 

E perché il nostro Governo invia militari in assetto antisommossa in un vero e proprio assedio contro inermi cittadini che vogliono semplicemente sopravvivere?

E’ legittimo chiedersi quali siano gli interessi  in ballo.

E torna alla memoria il giudice Ferdinando Imposimato il quale, durante la presentazione del suo libro “Corruzione ad alta velocità”, nel novembre del 2007, ad Avigliana,  parlando del TAV aveva messo in evidenza, con prove inconfutabili, il vortice di tangenti equamente distribuite tra uomini dello Stato e  Imprese legate alla criminalità organizzata.

Il Giudice Imposimato ipotizza che l’allora Presidente del Consiglio Romano Prodi abbia favorito lo scioglimento delle Camere e la fine della legislatura probabilmente per evitare l’imbarazzo di quanto andava emergendo proprio dall’inchiesta sul TAV.

Con l’attuale Governo le cose non sono cambiate ed è significativo il ruolo ricoperto da Paolo Comastri, condannato a 8 mesi in primo grado dal Tribunale di Torino per turbativa d’asta per la discenderia del Venaus, opera collegata al TAV, ma mi sorge il sospetto che lei, nel suo articolo, non abbia inteso includere costui tra i nemici dello Stato.

Vede signor Magdi Cristiano Allam io non avrei mai paragonato ai terroristi quei cittadini che con civiltà e coraggio protestavano democraticamente, non avrei mai chiamato terroristi quelle madri, quelle nonne, quei ragazzi, quelle intere famiglie che cercavano disperatamente degli interlocutori democratici nello Stato.

Se qualcuno si è infiltrato nella loro civile protesta usando violenza, va certamente condannato, ma sappiamo che certe forme di violenza, all’interno di manifestazioni democratiche, spesso sono state il pretesto costruito ad arte per giustificare la reazione della polizia, e così, annebbiati nel fumo dei lacrimogeni, nessuno fa più distinzione tra gli uni e gli altri.

Tra quelle persone che lei ha definito terroriste, c’era una donna che fronteggiava i militari piangendo, con un fazzoletto in una mano e nell’altra un simbolo religioso a lei caro, un crocifisso che, se non ricordo male, anche lei ha sbandierato quando ha ci platealmente informati che aveva cambiato religione, come se la cosa dovesse minimamente interessarci.

Piuttosto, certe faccende di stampo religioso non interessano perché dovrebbero essere vissute in privato, mentre la risonanza mediatica che è stata data al suo caso, è sembrata alquanto esagerata.

A noi interessa il rispetto dell’ambiente, a noi interessa la salute dei nostri concittadini, a noi interessa che il denaro pubblico venga speso per opere utili e non dannose, a noi interessa che la civiltà democratica sia preservata con la difesa delle legittime proteste della cittadinanza che dissente.

Vede signor Allam, le cose che le ho elencato sono gli ingredienti di una sana democrazia mentre ciò che lei invoca è la negazione dei diritti fondamentali.

Forse questo le sfugge ma sappia che governare non significa avere il potere di  imporre tutto ciò che si vuole, anche con la forza.

Non è la prima volta che accade con la destra fascista al Governo.

Noi non dimenticheremo il G8 di Genova,  la repressione degli operai di Pomigliano, le manganellate ai terremotati de L’Aquila, le cariche contro i pastori sardi, contro gli studenti, nostri figli, che manifestavano contro la Gelmini!

Non parlo comunque di una polizia fascista perché voglio continuare a distinguere le responsabilità dei singoli, compresi coloro che impartiscono gli ordini ai poliziotti scatenandoli nelle loro stesse frustrazioni.

Nell’assenza di una vera opposizione politica, sono i cittadini che fanno la vera opposizione che non significa sovvertire, ma resistere alla “democrazia dei lacrimogeni”, alla “democrazia dei carri armati” e anche alla “democrazia dei manganelli”.

Ora la saluto pensando che, in virtù del mio libero pensiero, sicuramente troverà un aggettivo qualificativo che si addica alla mia forma di terrorismo.

Posso suggerirle, magari, il terrorismo dei diritti umani.

Vuole chiedere al Governo di dichiarare fuori legge anche questo?  

 

Elisa De Lucia

ritorna alle news
Altre News
IV ASSEMBLEA NAZIONALE - III CONGRESSO NAZIONALE
24 giugno 2017 
Leggi tutto
QUALCUNO GLIELO DICA
Le dichiarazioni della Serracchiani
Leggi tutto
FACCIAMO LUCE
Carla Corsetti, Segretario nazionale di Democrazia Atea, in conferenza stampa...
Leggi tutto