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LOURDES: UN MIRACOLO CUBANO 31/12/2014

La fine dell’embargo a Cuba, dopo le recenti dichiarazioni di Obama e di Castro, è ormai questione risolta.

Resta da capire come si è giunti a questa decisione.

Le questioni internazionali sono complesse e gli attori che vanno in scena di certo non recitano a braccio, ma hanno una regia più complessa.

La guerra fredda tra Washington e Mosca dopo la crisi in Crimea e quella in Ucraina, con lo sfondo di un fascismo islamico ormai fuori controllo, ha riacceso in Putin l’ambizione di ricostruire la potenza russa in chiave antiamericana.

Gli accordi commerciali tra i Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) e soprattutto l’accordo sulla creazione di una Banca mondiale per i Paesi emergenti, in contrapposizione al FMI, hanno destato non poco le preoccupazioni degli USA che premono nel pretendere dall’Europa l’adesione al TTYP.

Ormai da tempo Mosca aveva scaricato Cuba, reputando il sostegno troppo oneroso rispetto al tornaconto che se ne poteva trarre.

Ma l’ostilità dell’occidente ha riacceso per Putin l’interesse per l’Avana e nel luglio del 2014 si è recato personalmente a Cuba ad incontrare Castro.

Ha cancellato 32 miliardi di dollari di debito cubano ed ha consentito che i restanti 3 miliardi potessero essere pagati in 10 anni.

Non esiste la generosità in questi casi e non è stato difficile scoprire cosa Putin abbia ottenuto in cambio.

A Cuba i sovietici avevano creato, verso la fine degli anni sessanta, una potente stazione di spionaggio, che si è potenziata negli anni successivi e che fu chiusa nel 2001.

Putin, in cambio della cancellazione del debito, aveva ottenuto dal governo cubano di riaprire la stazione di spionaggio attraverso la quale la Russia, in passato, aveva controllato, spiandolo, finanche il programma spaziale di sorveglianza della NASA a Cape Canaveral.

Tutto questo a meno di 150 miglia dalla Florida.

Dunque le ambizioni di spionaggio di Putin hanno sollecitato in Obama la necessità di rivedere i rapporti con Cuba, tanto più che le informazioni che la Russia potrebbe essere in grado di raccogliere dalla stazione di spionaggio cubana, potrebbero essere fornite anche alla Bolivia e al Venezuela in una rafforzata ottica antistatunitense.

Né può trascurarsi che già qualche anno fa il presidente Russo Medvedev aveva avviato trattative per la costruzione di basi militari sovietiche a Cuba, in Venezuela e in Nicaragua.

Putin di certo si è mosso con l’intenzione precisa di infastidire Obama nel cortile di casa e lo ha determinato ad una scelta obbligata, ovvero quella di porre fine all’embargo e di riconnettere Cuba alla sfera di influenza economica e politica degli USA.

Né può trascurarsi che la vergogna nazionale statunitense ovvero Guantanamo, si trova in territorio cubano e che, dopo le infamanti rivelazioni del rapporto CIA sulle torture di Stato praticate in quel lager, gli USA sono in difficolta per la finta locazione del carcere che hanno imposto a Cuba.

La stazione di spionaggio costruita dai sovietici a Cuba ha un nome singolare: Lourdes.

Putin ha, di fatto, minacciato la riapertura di Lourdes e tanto è bastato a Obama per determinarlo a ridisegnare i rapporti diplomatici con una piccola Nazione troppo impoverita.

Obama è stato decisamente abile nel far credere al mondo intero di aver assunto questa decisione grazie alla diplomazia di un terzo Stato, il Vaticano, e il mondo intero ha creduto che due letterine scritte dal monarca vaticano siano state davvero alla base della decisione.

Ma a ben vedere è proprio Lourdes che ha prodotto il “miracolo”.

 

Carla Corsetti

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