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METRI QUADRATI 30/06/2014

L'ex Segretario di Stato della monarchia vaticana, Tarcisio Bertone, si ritirerà nei suoi appartamenti freschi di restauro, di circa 700 metri quadrati.

Solamente tre serve al seguito per le pulizie e le altre incombenze domestiche.

Nella monarchia vaticana valgono ancora i titoli nobiliari e Bertone è a tutti gli effetti un principe, seppure deposto dal monarca Bergoglio.

L’ultima trance della sua vecchiaia si prospetta faticosa, Bertone dovrà difendere le sue posizioni di privilegio e di potere finora esercitate con sfarzo ostentato ma che ora viene osteggiato.

Bergoglio infatti ha adottato nuove strategie di marketing e Bertone sembra non condividerle.

La tradizione vaticana è legata all’oro, al denaro, alla magnificenza degli spazi abitati dal loro dio di cui si dichiarano intermediari.

Bergoglio invece ha pianificato un nuovo brand nel quale lo sfoggio della ricchezza non è più di moda, ora bisogna far credere che il clero regala soldi e che vive in modo parsimonioso.

 Hanno cominciato regalando banconote da cinquanta euro ai barboni avendo cura di far ingigantire la notizia in modo da farla sembrare come la moltiplicazione dei pani e dei pesci.

La performance del consenso attraverso la distribuzione di denaro davanti alle telecamere fa tanto Cecenia alla fine del Ramadan quando Ramzan Kadyrov ha regalato pacchi di rubli in mondovisione.

Bergoglio ha trovato una occasione imperdibile per far sapere al mondo intero che vive in 70 metri quadrati.

 Migliaia di fedeli che vivono in minuscoli appartamenti pieni di muffa assegnati dagli istituti che gestiscono l’edilizia popolare, si sono sentiti partecipi “degli stessi spazi”, quantomeno nella metratura.

Di certo i 70 metri quadrati di Bergoglio non soffrono delle ripartizioni millesimali per le spese di manutenzione e pulizia, ma questi sono dettagli inutili.

L’operazione pubblicitaria bisogna riconoscerlo, è perfetta.

Il brand strategy sta funzionando nella contrapposizione tra un clero buono e povero e un clero ricco e cattivo.

 

I creduli sono soddisfatti, catturati da una modalità di marketing che interpretano come svolta epocale.

Non sufficiente però per farci dimenticare che Bergoglio continua a disattendere le raccomandazioni della comunità internazionale che chiede al Vaticano di ratificare gli strumenti essenziali per la difesa dei diritti umani, quali, ad esempio, il Protocollo opzionale alla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e la Convenzione sull’Eliminazione di Tutte le Forme di Discriminazione contro le Donne e il suo Protocollo Opzionale.

Ma Bergoglio non se ne cura e l’assenza di adesione ai Protocolli e alle Convenzioni determina per quello Stato una legislazione e una politica carente sotto il profilo della lotta alla discriminazione che invece si perpetua a causa della mancata ratifica.

Ne resta contagiata anche la legislazione italiana, asservita alle politiche vaticane, e sappiamo che la discriminazione non si misura in metri quadrati.

 

Carla Corsetti

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