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MONTI L'AMARO CALICE 31/01/2013

Noi di Democrazia Atea abbiamo dato una lettura diversa agli avvenimenti delle ultime settimane e non crediamo affatto che Mario Monti abbia deciso di guidare una coalizione alle prossime elezioni per l'invito gentile di Casini o di Montezemolo i quali, in questa vicenda, che non se la prendano a male ma "pragmaticamente" non contano un bel niente.

La decisione di candidarsi noi pensiamo che sia stata definitivamente presa già da settembre nel corso di una cena a New York alla quale, hanno partecipato con Monti, il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Geithner, il finanziere Soros, il presidente della Fed di New York Dudley , assieme ad altri pezzi da novanta della finanza statunitense.

Questo incontro aveva la precisa finalità di indirizzare la politica monetaria europea verso il rafforzamento del dollaro in un finto equilibrio con l'euro che ha messo a nudo la incapacità dell'Europa di sottrarsi ai dictat dell'imperialismo statunitense.

Monti potrà anche pavoneggiarsi di aver inflitto multe colossali alle multinazionali americane quando era commissario europeo dell'Antitrust ma sa bene che la partita USA / Europa l'abbiamo persa.

Monti è l'idillio perfetto tra le ingerenze provenienti dagli Stati Uniti e le metastasi vaticane.

Noi non abbiamo alcuna curiosità su cosa abbiano servito a cena quella sera a New York a Mario Monti e ai suoi commensali.

Sappiamo però che a noi italiani hanno riservato polpette avvelenate e ci penserà il clero a servirle nel calice dorato della menzogna.

 

Carla Corsetti

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