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MUSICHE CELESTIALI 30/09/2014

Sono iniziate le celebrazioni del 70° anniversario della Liberazione delle Marche che furono liberate nel 1944, un anno prima della Liberazione del settentrione.

Assolutamente a corto di finanziamenti, L’ANPI delle Marche ha strutturato le celebrazioni all’osso, con un evento tematico per ognuna delle cinque provincie.

Poi i singoli comuni, in collaborazione con le Sezioni ANPI locali o da soli o in collaborazione con altri, hanno realizzato la commemorazione della Liberazione dei propri territori in prossimità delle date in cui essa avvenne settanta anni fa.

Due premesse.

La prima premessa: L’anno prossimo ci saranno le elezioni regionali nelle Marche.

L’attuale maggioranza è il risultato di un rimpasto che vide, anni or sono, l’espulsione dei partiti rossi e l’ingresso in maggioranza di quelli bianchi con un netto spostamento a destra del presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, che ora mira al terzo mandato.

La lotta furibonda è quella che risponde all’imperativo categorico di quasi tutti i partiti: accattare voto cattolico a qualsiasi costo!

La seconda premessa: Il governo Renzi è in commistione con Berlusconi nel realizzare le riforme P2, le quali, prima dell’ammucchiata presidenziale, tutti i partiti di centrosinistra marchigiani, PD compreso, dicevano di voler avversare.

Questo si rifletteva anche in un clima di concordia all’interno dell’ANPI. Mentre ora si comincia a percepire una tensione tra i soci dell’ANPI che vogliono restare coerenti con i tradizionali principi dell’ANPI e quelli che pur di sostenere Renzi sembrerebbero anche pronti a ridurre l’ANPI a una dependance piddina di bravi boyscout che non pongono mai problemi al bel faccino.

Queste due premesse spiegano le ragioni di alcuni episodi che vado a narrare.

Il primo episodio è breve:  A Ostra (AN) non c’è una Sezione ANPI ma c’è un coordinatore e perfino un Coro dell’ANPI.

In quel paese, il 26 luglio 2014, si è svolta la celebrazione del 70º della Liberazione, con la deposizione delle corone d’alloro al monumento dei partigiani fucilati dai nazifascisti, i discorsi commemorativi e l’esecuzione di canti partigiani da parte del bravissimo Coro dell’ANPI di Ostra.

Dopo l’esecuzione dell’ultima canzone il presentatore, per concludere, secondo lui degnamente, la manifestazione della celebrazione del 70º della Liberazione, ha chiesto che il Coro dell’ANPI cantasse una canzone dedicata a Maria, “la madre di dio”.

Il secondo episodio è più lungo:  Corinaldo (AN) è un comune noto come “il Paese dei Matti” è anche chiamata la città gorettiana, poiché vi è nata Maria Goretti (per un’analisi del caso Maria Goretti si veda il libro “Povera santa, povero assassino. La vera storia di Maria Goretti”, di Giordano Bruno Guerri) attorno alla quale i corinaldesi vi hanno costruito sopra un discreto turismo religioso. Per la liberazione di Corinaldo, avvenuta il 10 agosto 1944 ad opera dei volontari del RGT. “San Marco” e della Vº BTG. FTR.  inquadrati nel C.I.L., è morto il sottotenente dei granatieri Friuli, Alfonso Casati di Milano, figlio del Ministro della Guerra del Regno del Sud, Alessandro Casati.

Quest’ultimo, già ministro della Pubblica Istruzione durante il Primo Ministero Mussolini, è proprio quel Ministro della Pubblica Istruzione che dal 1924 emanò norme per il crocifisso nelle scuole.

La famiglia del ministro Casati era milanese, ma teneva villa ad Arcore (villa San Martino) dove viveva in certi periodi.

Onorati da cotanto prestigio i corinaldesi vollero poi gemellarsi con il comune di Arcore.

Anche per la caratteristica politica prevalentemente destrorsa della cittadina, alle celebrazioni della liberazione di Corinaldo è invitata l’ANPI di Arcore. 

Quest’anno il comune di Corinaldo ha inteso legare la celebrazione del 70º della Liberazione alla celebrazione del 200º dell’Arma dei Carabinieri.

Da Arcore è arrivata solo un’assessore con i saluti del sindaco e dell’ANPI di Arcore. Invece è arrivata da Roma la Fanfara dei Carabinieri e da Senigallia il Coro della locale Sezione dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri  (ANC), Sezione supplente anche per la Sezione di Corinaldo.

La serata è proseguita con musica alternata a letture, in un intreccio di celebrazione del 70º e del 200º. Dulcis in fundo, il presentatore, con un po’ d’imbarazzo nella voce, annuncia che: pur essendo una cosa assai inusuale e pur avendo sempre, finora, i carabinieri, riservato ciò ai momenti di raccoglimento … in via eccezionale … il Coro dell’ANC di Senigallia … eseguirà il canto “Fedeli a Maria”.

Io pensavo che i carabinieri giurassero fedeltà alla Repubblica e non a una tal Maria acquisita nel culto pagano cattolico romano per sincretismo dal culto della dea degli efesini, già adorata in Roma dai pagani sotto vari altri nomi.

Se voi legate tutto ciò a quanto scritto sull’ipotesi dell’incostituzionalità della Gendarmeria Europea in Italia (poiché non rispondente ad alcuna autorità giudiziaria), sollevata dalla nostra demoatea numero uno, potreste anche arrivare a vagheggiare qualcosa su chi si stia candidando a dirigere l’orchestra in Europa; con l’alto patrocinio di “Maria”.

Si tratterà certo di musica celestiale (forse).

 

Fiorenzo Nacciariti

Demoateo di Falconara Marittima

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