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Nessuna alleanza 31/12/2010

 

 

Il 14 dicembre 2010 per qualcuno sarà una data importante.

Il circo di Silvio ci stupirà con effetti speciali. Il giuramento di fedeltà alla Nazione nel parlamento-mercato, vale meno delle istruzioni dell’aspirapolvere.

Non credo che andremo al voto anticipato perché i nostri parlamentari hanno un gran senso di responsabilità: non possono giocarsi la pensione interrompendo il mandato a metà legislatura, i/le loro amanti non glielo perdonerebbero.

E poi il cardinale Ruini ha dettato l’agenda politica d’intesa con Bossi imponendo una svolta federalista al più presto.

Dopo lo scandalo pedofilia le entrate nelle casse vaticane si sono ridotte e il federalismo è una opportunità succulenta per continuare a mantenere la giostra vaticana.

Ma nel caso di elezioni anticipate sono in molti a chiederci se DA farà alleanze politiche o alleanze elettorali.

Un Partito per noi non è un vestito da indossare in una occasione, per poi lasciarlo nell’armadio o cambiarlo nella stagione successiva.

Un Partito è una aspirazione, è un progetto, è lo strumento attraverso il quale si vuole realizzare la propria idea di Stato.

Ogni cittadino che gode di diritti politici ha il dovere di prefigurarsi una idea di Stato e da questa idea deve elaborare l’adesione ad una forza politica che più di altre possa farsene portavoce.

Un Partito può anche soddisfare le aspettative solo in parte, l’importante è che questa parte sia preponderante.

Noi demoatei ci siamo voltati indietro e abbiamo riflettuto sul fatto che per anni abbiamo votato Partiti che rispondevano alle nostre aspettative per una parte esigua e residuale.

Per anni ci siamo cullati nella logica del meno peggio e lo abbiamo fatto nella illusione che chi rappresentava una parte delle nostre istanze, potesse trasformarsi in qualcosa di migliore, ma non è accaduto.

Noi demoatei non volevamo entrare nel Partito del non voto, non volevamo che altri decidessero per noi, non abbiamo voluto perdere il diritto di criticare perché, nell’astensione, si delega ad altri la scelta precludendosi la critica.

Il passo successivo e determinante è stato quello di prendere consapevolezza che la propria idea di Stato era uguale a quella di molti altri, e insieme agli altri meritava di essere condivisa.

Del resto se in un Partito ravvisi delle idee che condividi, lo voti.

Se pensi invece che un Partito abbia delle idee che non condividi, non lo voti.

Ma se un Partito non lo ritieni idoneo a ricevere il tuo voto, come puoi contemporaneamente ritenerlo idoneo ad allearsi con il Partito al quale pensi di dare il tuo voto?

C’è una contraddizione insuperabile nel meccanismo delle alleanze tra Partiti.

Il concetto di alleanza in sé è già un tradimento verso le tue idee, che baratti con chi non le condivide al solo scopo di conseguire un risultato, legittimo, ma pur sempre figlio di compromessi.

Compromessi?

No grazie.

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