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PARCHEGGI CLERICALI 07/04/2015

 

Le quote di posti auto per consentire ai disabili una più agevole mobilità, esprimono il grado di civiltà di una comunità.

Per usufruirne occorre munirsi di contrassegno esibendo idonea certificazione sanitaria.
Alcune forme di civiltà trovano, purtroppo, uno sbilanciamento con altrettante forme di inciviltà.
E' il caso dei parcheggi clericali.
Non v’è traccia però nella legislazione nazionale di una normativa che consenta una destinazione privilegiata di aree di parcheggio in favore dei preti, né risulta che vi sia una procedura amministrativa per il rilascio di contrassegni simili a quelli dei disabili.
E se i disabili devono esibire una idonea certificazione medica per vedersi riconosciuto il loro diritto, non è dato sapere quale sia la certificazione che devono esibire i preti per usufruire di questo privilegio.
I don Peppone, generalmente, se interpellati circa l’adozione di ordinanze sindacali o delibere di giunta che giustifichino i parcheggi sottratti alla popolazione civile in favore del clero, pensando di aver agito per volontà divina, normalmente si sottraggono alla verifica e non danno nemmeno riscontro.
Al peggio clericale non c’è mai fine e così i don Peppone italici si inventano persino la segnaletica stradale pur di compiacere il don Camillo di turno, e riservano parcheggi alla pretaglia nella indifferenza dei più.
Di certo se dovessi incontrare un parcheggio clericale, saprei senza incertezze dove lasciare la mia auto.
 
Carla Corsetti
Segretario Nazionale di Democrazia Atea
 
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