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PASSERELLE 31/10/2015

PASSERELLE

Maria Elena Boschi, il Ministro delle riforme ha espresso la posizione entusiasta del Governo su Expo 2015.

C’è da chiedersi se i suoi interventi nascano dalla sua personale valutazione oppure se siano elaborati e suggeriti dal suo staff.

In entrambi i casi sono penosi.

Il successo di una Esposizione universale non si misura dal numero di biglietti staccati, quello è un parametro che vale per gli spettacoli circensi.

Né si misura dall’aspetto organizzativo e logistico, che può valere tuttalpiù per un aeroporto.

Il tema era ambizioso: “Nutrire il Pianeta” ed è stato affrontato dai partecipanti con preoccupante superficialità, faccia eccezione forse di due o tre Paesi.

Non c’è stato un vero confronto di idee sull’alimentazione come diritto umano, e il tema del diritto all’acqua non è stato nemmeno sfiorato.

Le multinazionali, con in testa Coca Cola e Mc Donald, sono state le vere regine di questa inutile kermesse dello spreco, e si sa che entrambe non brillano per l’attenzione alla salute alimentare.

Per non parlare della Ferrero, presente all’Esposizione universale con un suo padiglione, e delle accuse di Segolene Royal sulla deforestazione e sull’uso dell’olio di palma. Se qualcuno avesse avuto qualche dubbio su quanto affermato dalla Royal, ha trovato conferma nel “pronto soccorso” della moglie di Renzi che si è precipitata a mangiare Nutella in quel padiglione davanti a fotografi e telecamere.

Il documento finale scaturito da questa Esposizione, esprime coerentemente la contraddizione di chi non ha nessuna intenzione di risolvere il problema della nutrizione del Pianeta.

Quel documento non costituisce nemmeno il presupposto per serie iniziative politiche future, sembra una letterina di scolaretti a Babbo Natale, fatta di buone intenzioni e indefinite promesse.

Ma forse sarà proprio la banalità dei suoi contenuti che gli consentirà di diventare manifesto programmatico, buono per chi non ha bisogno di avere contenuti, vivendo bene con la propria pochezza.

Il cibo resterà appannaggio delle multinazionali e quanto all’acqua, la sua gestione da parte di colossi come Acea, continuerà a garantire profitti irrinunciabili.

Tornando alla Boschi, non è dato sapere di cosa debba essere orgogliosa.

Il tema dell’alimentazione del pianeta e dell’accesso all’acqua è una tematica, a quanto pare, estranea alla sua sensibilità.

Non avrebbe dirottato il suo orgoglio di Ministro sui biglietti venduti se avesse avuto consapevolezza del fatto che su sette miliardi di persone, circa sei miliardi non hanno soluzioni certe per garantire la propria alimentazione, e che l’Expo di Milano non ha spostato di una virgola il loro problema.

Sia Renzi che la Boschi, pur di apparire, non si perdono né i nastri di partenza né le cerimonie di chiusura, e se non ci fossero queste occasioni sarebbero costretti a spararsi i mortaretti sotto le scarpe per farsi notare, tanto sono insulsi al di fuori dei ruoli che ricoprono.

La passerella della cerimonia di chiusura dell’Expo, la Boschi se la merita tutta, è perfettamente in linea con la sua indiscutibile inconsistenza politica.

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