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PRIMO MAGGIO 30/06/2014

Non ci facciamo vincere dall’ingenuità.

Un ribellismo italico lo abbiamo archiviato due secoli fa con Bakunin.

La storia attiva procede sempre tra sconfitte e condizionamenti.

All’interno della attuale cornice conservatrice e neoliberista deve ora attivarsi un approccio ideologico di soluzione innovativa, di riaffermazione di tutele irrinunciabili, di diritti da troppo tempo negati.

Pretendere una politica industriale è la sua premessa.

Taranto è il simbolo di una degenerazione politico-affaristica che ha toccato la punta massima del degrado.

Ripartire da Taranto e da una pianificazione industriale rispettosa del diritto alla salute è il banco di prova sul quale dovranno misurarsi tutte le forze sane del Paese, non solo politiche e sindacali, ma in generale culturali e sociali.

Senza retorica, ma consapevoli che sensibilizzarsi su un obiettivo significa renderlo forte e praticabile.

Oggi stiamo a Taranto, a Piombino, nelle miniere in Sardegna, nella terra dei Fuochi.

Oggi siamo anche a Portella delle Ginestre e a piazza Taksim a Istanbul, ovunque la lotta si è manifestata e si manifesti contro la sopraffazione.

Un pensiero va anche a chi, vinto dall’età dopo aver sempre lottato, sapendo che altri non si stanno rassegnando, non debba pensare che le sue lotte siano state inutili.

 Buon Primo Maggio.

 

Carla Corsetti

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