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RAZZA PADRONA 31/05/2014

Le nomine ai vertici delle società partecipate dallo Stato è un incrocio tra il manuale Cencelli e una partita di risiko.

I dadi apparentemente li ha tirati il fanciullo prodigio di Firenze, ma i colpi di coda del vecchio pregiudicato ancora si sentono.

Nessun imbarazzo per i vistosi conflitti di interesse, nessun imbarazzo per qualche inchiesta che rende torbide le acque nelle quali si specchiano alcuni dei nuovi volti.

E poi una donna all'ENI è quanto di più à la page si potesse auspicare.

Che poi costei sia stata coinvolta in vicende di inquinamento dalle dimensioni incalcolabili, era punteggio nel curriculum.

Moretti invece è la prova che non esiste solamente il sogno americano, c'è anche il sogno italiano: si comincia dalla gavetta e si arriva ai vertici delle Ferrovie italiane, quelle che: "o il freccia rossa o le pulci e le zecche sui sedili, oh yeh!"

Grazie Renzi.

Ci ricorderemo della tua folle corsa verso l'immobilismo, quello che ci rassicura perché già conosciamo la razza al comando, è sempre la solita razza padrona.

 

 

Carla Corsetti

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