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RISPETTO 07/01/2016

Le molestie e gli stupri a Colonia, in Germania, durante la notte di Capodanno, hanno una connotazione inusuale.

Se corrisponde al vero che circa un migliaio di maschi ubriachi, contemporaneamente, abbiano molestato le donne che erano in piazza a festeggiare, le violenze non sembrano essere riconducibili alle dinamiche del branco il quale, generalmente, è composto da un numero inferiore di maschi.

Oltre che essere ubriachi, erano anche muniti di petardi come se fosse preordinato anche lo scompiglio che si apprestavano a porre in essere nel mentre molestavano.

Alla magistratura tedesca il compito di indagare sulle responsabilità individuali e collettive.

Alla politica il compito di valutare come l’ideologia dello stupro continui ad attraversare società e strati sociali differenti senza che si adottino misure di contrasto.

La legenda della fondazione di Roma passò attraverso il rapimento e lo stupro delle donne della Sabina; l’impresa coloniale fascista in Eritrea passò attraverso lo stupro sistematico di donne e bambini eritrei; la Liberazione dai tedeschi passò attraverso lo stupro delle donne e dei bambini del Basso Lazio da parte delle truppe francesi di etnia marocchina; l’occupazione dell’Iraq da parte dei jihadisti è passata attraverso lo stupro delle donne yazide. Persino i caschi blu dell’ONU si dedicano allo stupro delle donne che dovrebbero proteggere.

Potremmo continuare all’infinito, pur nella distinzione tra aree devastate dalla guerra e società non interessate da guerre sul proprio territorio nazionale, ma impegnate in uno scontro tra culture diverse separate da distanze abissali.

Nella storia dei gruppi umani, in ogni latitudine, in guerra e in pace, resta immutata l’ideologia dello stupro.

Si fa fatica a trovare governanti che abbiano assunto l’impegno politico di adottare misure di prevenzione e cura, volte ad estirpare questa devianza criminale.

Nelle violenze ripetutesi in Germania, la Merkel ha promesso di assicurare i responsabili alla giustizia.

La repressione delle condotte antisociali è scontata.

Non è scontata invece, l’adozione di politiche volte ad elaborare le misure da adottare affinché ogni maschio sia messo in condizione di inibire i propri istinti violenti, quantomeno attraverso una diffusa cultura del rispetto e del consenso.

Nel frattempo un revolver in borsetta non sembra essere una soluzione ottimale, ma non lo è nemmeno non pretendere rispetto da ogni maschio insultante che incrocia le libertà altrui.

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