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ROSSI DI VERGOGNA 09/10/2015

La Toscana è stata sempre definita una regione rossa. 

Ma il suo attuale presidente,  il cui cognome è ironicamente Rossi, ha cambiato il riferimento di questo aggettivo, sicuramente almeno per tutti quelli che sentono la laicità come una componente fondamentale delle istituzioni: da rosso di sinistra a rosso di vergogna.

Così mi sento dopo avere appreso della delibera  877 del 14 Settembre 2015 nella quale Rossi stesso chiarisce condizioni e modalità per l'assegnazione di un contributo straordinario alla diocesi di Firenze per la visita di Papa Francesco.

Un obolo di 200.000 euro, pensate!

La mobilitazione di organizzazioni laiche è stata immediata, alla quale noi ci uniamo, obiettando che “la Chiesa cattolica [omissis]   non ha … alcuna necessità di ulteriori regalie, essendo perfettamente in grado di provvedere autonomamente alle spese per la visita fiorentina del pontefice.”

 

Ma il fatto grave è un altro: con Legge Regionale 27 marzo 2015 si  autorizzata la spesa con gli stanziamenti dell’UPB 131“Attività di carattere istituzionale - Spese correnti” del bilancio di previsione 2015.

 

Non riteniamo che la visita del monarca vaticano Francesco al V Convegno Ecclesiale Nazionale rivesta carattere istituzionale, se si intende per attività istituzionale un’attività propria di un’istituzione, in quanto inerente alla sua natura, alle ragioni e agli scopi per cui è stata istituita;  o ancora, in un’accezione di carattere nazionale, un’attività che celebra le istituzioni o l’identità nazionale.

 

La religione cattolica non fa parte dell’identità nazionale italiana, è solo una delle religioni professate, e anche se il programma prevede interventi di altri rappresentanti religiosi, la religione cattolica avrà l’assoluta predominanza.

 

Papa Francesco è monarca di uno stato estero, seppur incluso nel territorio nazionale, ed ha le risorse per provvedere alle spese.

 

Chiediamo a Rossi dei chiarimenti sulla delibera e una presa di posizione a favore della laicità delle istituzioni toscane, e non una sottomissione ad un capo religioso che non ha nessuna autorità in Italia.

 

La delibera deve essere ritirata e i fondi stanziati altrove, senza fare demagogia su quante cose possono essere fatte con 200000 euro, anche se fossero utilizzati per rifare l’asfalto di una strada di campagna, sarebbero utilizzati in modo laico e rispettoso dei contribuenti. 

 

Roberto Nardini

Membro della Segreteria Nazionale di Democrazia Atea

 

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