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S'ode a destra 31/12/2012

 Si sono sentiti orfani dopo l'arresto di Fiorito, dopo i diamanti di Rosy Mauro, e soprattutto dopo le dimissioni di Berlusconi.

Qualcuno si è anche sentito responsabile per aver contribuito, col proprio voto, al saccheggio dello Stato, e l'unica espiazione possibile si è delineata con la decisione di un astensionismo. 

Il loro capo si era dimesso dopo aver subito un avvertimento inequivocabile, ovvero un attacco mirato alle azioni Mediaset, e agli elettori di destra è parso naturale decidere di non andare più a votare in assenza del loro pregiudicato preferito.

Ora però ha annunciato il suo ritorno e quella finta uscita di scena è servita a far sbiadire i ricordi del malaffare e delle prostitute di Stato. 

Nel frattempo ha elaborato il nuovo look, dalle rughe ai capelli, e il suo elettorato medio, costituito in gran parte da donne frustrate e uomini sbavanti, si è sentito nuovamente cullato nella proiezione della favola italiota di una pretty woman nostrana.

Finalmente sanno chi votare, le loro posizioni astensioniste sono archiviate, perchè il loro mito si è ripresentato sulla scena con un canovaccio di finta veemenza, giusto quella che serve per sorvolare sulla inesistenza dei contenuti.

Abbiamo pagato in questi mesi il prezzo di diciotto anni di razzie e in pochi hanno compreso che costui si accinge alla distruzione finale.

La dignità è ormai una pretesa anacronistica e la manzoniana sventura è una esclamazione poetica lontana dalla realtà che ci vede tutti accomunati, che ci piaccia o meno, come spettatori paganti di Tele Cafone.

 

Carla Corsetti

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