Campagna Tesseramento 2017
Sostienici con il tesseramento o con una donazione

 

Effettua il versamento

SALVATORE MORELLI 02/05/2017

Non si può parlare in Italia di laicità senza ricordare Salvatore Morelli, una figura di rilievo che, nel Parlamento post unitario, introdusse per primo tematiche come l’emancipazione femminile e il divorzio.

I suoi progetti di legge appaiono ancora più avveniristici se confrontati con il servilismo clericale dei parlamentari del 2015.

Tra le sue proposte si ricorda “Riforma dell’istruzione, con la soppressione di qualsiasi forma di insegnamento religioso”.

Nel 1867 Salvatore Morelli sosteneva che il progresso delle società non potesse prescindere dall’istruzione e che era necessario che tutti potessero averne accesso, ma prima degli uomini, bisognava garantire l’istruzione alle donne le quali, più dei maestri, sarebbero state in grado di trasmettere il sapere alle nuove generazioni.

Divorzio, parità tra uomo e donna, soppressione della differenza tra figli legittimi e figli naturali, introduzione della cremazione, condanna per le spese militari sottratte alle spese sociali, divieto di catechismo nelle scuole, questi furono i cardini delle sue battaglie parlamentari, con le quale precorse i tempi, ma a ben vedere continua ad essere futuristico anche per i politici contemporanei , incapaci oggi più di ieri di affrancarsi dalla sottomissione al clero.

Singolare la sua attenzione al potenziamento delle materie scolastiche come la Storia e la Geografia, le stesse materie fatte oggetto di riduzione, negli orari e nei programmi, dai contemporanei ministri dell’istruzione clericali e reazionari.

L’opera più importante di Morelli fu “La donna e la scienza”, un trattato nel quale la questione femminile venne posta nella centralità di tutte le riflessioni per il superamento delle difficoltà sociali.

Per molti italiani la testimonianza politica e filosofica del Morelli è incomprensibile ancora oggi, come lo fu nel 1867 quando fu eletto deputato, potendosi registrare oggi uno stesso analfabetismo culturale, lo stesso oscurantismo, la stessa arretratezza che soffoca l’emancipazione dei singoli e deprime l’intera società.

Salvatore Morelli morì a Pozzuoli il 22 ottobre 1880, subendo la fame, in estrema povertà.

Pagò con la miseria economica l’utopia di liberare il popolo italiano dalla miseria della ideologia religiosa.

Il 3 maggio 2017 la Camera dei Deputati renderà omaggio alla memoria di Salvatore Morelli.

Democrazia Atea sarà presente.

ritorna alle news
Altre News
IV ASSEMBLEA NAZIONALE - III CONGRESSO NAZIONALE
24 giugno 2017 
Leggi tutto
LA REPUBBLICA PONTIFICIA
Lo strapotere vaticano
Leggi tutto
LA FIGURACCIA DI FRANCESCHINI
Il TAR boccia il Ministro
Leggi tutto