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TOSCANA, AVANGUARDIA NELL'ARRETRATEZZA 31/10/2013

In un clima politico di arretratezza e immaturità culturale anche alcuni membri del consiglio Regionale della Toscana non si sono voluti dimostrare da meno votando contro una mozione in merito alla garanzia di applicazione della legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza.

La mozione è stata presentata dalle consigliere Sgherri (Fds), Matergi, Lastri, Pugnalini e Boretti (Pd), Gazzarri (Idv) e Chincarini (Cd) e dai consiglieri Naldoni (Pd) e Russo (Cd) e chiedeva alla Giunta un impegno all’emanazione di atti che, con effetto vincolante per tutte le strutture che applicano l’interruzione di gravidanza, prevedesse la piena applicazione della legge 194, “assicurando i parametri di personale sanitario”, tutelando al contempo “la professionalità del personale non obiettore da non relegare esclusivamente ai servizi di interruzione volontaria”.

Inoltre, la mozione chiedeva di verificare, presso gli Ordini provinciali dei medici, l’istituzione “di elenchi di medici non obiettori e medici obiettori” consultabili dai cittadini che ne facciano richiesta; di chiedere che nei “curricula per i concorsi ospedalieri venga esplicitata la posizione riguardo all’articolo 9 della legge ; di verificare che le “Asl organizzino controllo e garanzia del servizio”; di vincolare “la scelta per un periodo di tempo di almeno tre anni, analogamente con quanto avviene con le nuove assunzioni”; e, infine, di implementare “le informazioni sul percorso per l’interruzione volontaria di gravidanza in tutti i presidi sanitari e sui loro siti” (Fonte: Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana).

Non stupisce leggere i nomi dei consiglieri del PD che, “inaspettatamente”, hanno votato contro: Parrini, che, come lui stesso tende a precisare nella biografia sul sito del Consiglio regionale, “ha militato nella Democrazia Cristiana, nel Partito Popolare e nella Margherita”; Tognocchi, ex- Margherita; Bambagioni, che “è stato tra i fondatori regionali della Margherita”; e Rossetti, esponente di Democrazia e Libertà- La Margherita.

Una mozione speciale, permetteteci il gioco di parole, è doverosa per la consigliera Lucia De Robertis, entrata per la prima volta in Consiglio comunale ad Arezzo, eletta nella Margherita, che ha ricoperto persino il ruolo di Presidente della Commissione Pari Opportunità.

Peccato che al momento di votare, la difesa dei diritti della donne sia immediatamente passata in secondo piano rispetto ad un'etica imposta, con il solo scopo di ostacolare l'attuazione di una legge già esistente, e dimostrando come l'ingerenza della Chiesa Cattolica sia sempre pesante nella politica del paese, a tutti i livelli, mantenendo il paese in un clima culturale anacronistico e incivile.

Democrazia Atea, al punto 5 del proprio programma, il primo in assoluto dopo gli obiettivi fondamentali, ha inserito la “difesa e piena attuazione della Legge sull’interruzione di gravidanza (194), con iniziative a tutela della maternità e all’inserimento di programmi educativi nelle scuole, che consentano una sessualità consapevole” nella forte convinzione che l'autodeterminazione sia un diritto da difendere instancabilmente, soprattutto contro convinzioni personali di matrice religiosa,  che non dovrebbero assolutamente influire su un servizio erogato dallo Stato ai proprio cittadini.

L'Agorà di Firenze di Democrazia Atea vuole manifestare la propria approvazione alle consigliere e ai consiglieri firmatari della mozione, e la propria vicinanza a tutte le donne toscane.

 

Roberto Nardini

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