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UCRAINA: IMPERIALISMI A CONFRONTO 30/04/2014

La crisi ucraina è stata pianificata da tempo.

Saperne di più dalla stampa italiana è impossibile, le frasi di circostanza e quelle filoamericane coincidono.

Mettere in fila i dati disponibili potrà essere d’aiuto per comprendere le dimensioni di questa nuova crisi internazionale.

E come in ogni tragedia, si analizzano i personaggi e la trama.

Victoria Nuland.

E’ Vicesegretario di Stato americano e nel corso di una conferenza tenutasi a dicembre 2013, pare che abbia pacificamente rivelato che gli USA, negli ultimi anni, abbiano foraggiato con oltre 5 miliardi di dollari le opposizioni filonaziste e antisemite ucraine per destabilizzare l’area in funzione antisovietica.

La sintesi delle sue prospettive è sintetizzata in una conversazione telefonica resa pubblica:“Fuck The EU” questo è quanto ha detto rispetto alla esplosione della crisi in Ucraina.

Viktor Yushchenko

La Nuland aveva già favorito, finanziandola, l’ascesa di Viktor Yushchenko, accusato da molti di essere nazista, sposato in seconde nozze con Katerina Chumacenko, già funzionaria del Dipartimento di Stato Usa, e già attivista di primo piano dell’organizzazione neo-nazista Oun-B di Chicago.

Victoria Nuland non aveva previsto però che i brogli orchestrati da Viktor Yushchenko sarebbero stati superati dai brogli di Viktor Janukovich il quale ha preso il potere e i piani statunitensi antisovietici hanno subito un imprevisto rallentamento.

Viktor Janukovich.

In gioventù aveva riportato più di qualche condanna penale, anche per rapina, ciò nonostante era riuscito ad avere, con il suo Partito delle Regioni, una consistente affermazione con indubbi brogli elettorali e utilizzando denaro pubblico per la sua campagna elettorale.

Una legge simile al nostro porcellum aveva fatto il resto consentendogli di avere la maggioranza nel Parlamento ucraino.

Janukovich ha governato nel disprezzo della legalità e delle libertà democratiche, accumulando ricchezze ingenti per sé e per i propri familiari.

Per molti ucraini, attanagliati dalla disoccupazione e dall’assenza di prospettive, entrare nell’area della Unione Europea costituiva una speranza, e Janukovich l’ha negata quando ha annunciato che non avrebbe firmato l’accordo di associazione con l’Unione Europea.

Nelle sue valutazioni un accordo con la Russia di Putin avrebbe portato all’Ucraina maggiori vantaggi.

Gli ucraini, in molta parte, non sono stati d’accordo e hanno intrapreso azioni di rivolta con sanguinosi scontri di piazza.

Vista la mal parata Janukovich ha pensato bene di fuggire.

Il copione per i dittatori in fuga vuole che dopo qualche giorno si preannunci un colpo apoplettico che ne faccia presagire la morte imminente, giusto il tempo che serve per placare gli animi.

Josè Barroso

In questo frangente rappresenta l’Unione Europea che si è fatta portatrice di un disegno imperialista statunitense e ora si ritrova a non saper gestire le rivolte filonaziste che balcanizzano l’Ucraina tra filorussi (non tutti comunisti) e antirussi (non tutti nazisti).

Barroso, dunque, si è precipitato ad offrire al nuovo governo filonazista ucraino 11 miliardi di euro, pari ai 15 miliardi di dollari offerti da Putin, nel tentativo di stabilizzare l’area.

Vladimir Putin.

Putin finché potrà non consentirà che l’Ucraina possa essere assorbita nell’area dell’Unione Europea, e non avrebbe scrupoli in una escalation nucleare.

Ha convinto Janukovich a non firmare l’accordo di associazione con l’UE promettendo una riduzione del prezzo del gas e un finanziamento di 15 miliardi di dollari per evitare all’Ucraina la bancarotta.

I suoi metodi non sono mai stati democratici e sottovalutare la sua capacità, tattica e strategica, è una ingenuità.

Barack Obama

Avendo già ricevuto il Nobel per la pace deve recitare la parte di chi non fa guerre dichiarate ma sappiamo tutti che le guerre si possono anche scatenare finanziando organizzazioni paramilitari con il preciso scopo di far apparire le crisi come endogene, e in questo gli USA sono insuperabili.

Del resto alcuni dei nuovi rappresentati ucraini erano stati indicati dal suo staff prima ancora che occupassero gli organi dello Stato.

Anche Obama non si tirerebbe indietro rispetto ad una escalation nucleare.

Gli ucraini

47 milioni di abitanti sono dilaniati da una contrapposizione che rischia di trascinarli nella guerra civile.

A loro si è chiesto di scegliere la povertà come effetto collaterale di un modello capitalista imperialista veicolato da formazioni neonaziste, e la povertà come effetto collaterale di un modello capitalista non imperialista e militarizzato come quello russo.

Gli ucraini, in questo quadro di equilibri compromessi, hanno comunque perso e nessuno tra tutti i protagonisti di questa tragedia potrà dare garanzie al loro futuro.

 

Carla Corsetti

 

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