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UN LIBRO PER IL 2015 31/12/2014

A quanto ci è stato maliziosamente preannunciato, il cosiddetto Servizio Pubblico della Rai di Stato, pagato, pensate!  con il contributo di tutti i cittadini, nel corso di ben due serate ci farà "sapere" che l'Umanità (udite! udite!) anziché darsi da sé, sui propri fondamenti, determinate regole e leggi, essa le abbia invece ricevute da un certo padre padrone, ancora oggi a capo di Stati, Popoli e Organismi che praticamente le stanno violando tutte o quasi tutte fino al punto di occupare, proprio in nome suo, terre e cose appartenenti ad altri.

Un'informazione più equa e pluralista esigerebbe altrettanto spazio per far sapere anche in forme di piacevole intrattenimento,  che, neanche tanto tempo dopo, circa 2400 anni fa un altro Padre, questo sì reale, storicamente esistito, in carne e ossa, sentì l'esigenza di far sapere al proprio figlio, anch'egli altrettanto vero e reale come lui, alcune regole di comportamento e leggi, ragionate, discusse, né imposte, né autoimposte e tanto meno rivelate, ma semplicemente frutto di faticosa esperienza, non solo propria, attente osservazioni e analisi, ragionamenti, conquistata saggezza, il tutto condito da una affettuosa , amorevole e onestà intellettuale predisposizione quale un padre può avere nei confronti del proprio figlio.

Tali regole esaminavano comportamenti e leggi nel campo dell'amicizia, dell'economia, della Politica e della Società in genere, prendendo in considerazione i loro possibili deviamenti e addirittura degenerazioni, raccomandandone, con autorevolezza, senza autoritarismo, le pratiche virtuose, le eccellenze e i valori degli uni e delle altre e questo, proprio per gli effetti benèfici che avrebbero avuto e nell'individuo e nella società stessa, prospettando con altrettanta chiarezza, i danni che ne sarebbero derivati da una loro mancata o superficiale osservanza, senza per questo evocare chissà quali tormenti, punizioni in un altro inesistente mondo.

Scopo di tutto ciò era, addirittura, pensate un po' la felicità che egli chiamava nella sua bellissima lingua "eudemonia" sia dell'individuo che della società, lasciando chiaramente intendere che era follia, lui la chiamava proprio "mania" o "noia", addirittura "paranoia", aspirare all'una senza voler perseguire l'altra o viceversa.

Egli, naturalmente, nella sua sana visione "pedagogica" tutto si sarebbe sognato tranne che di esaltare il dolore, la sofferenza, castighi fini a se stessi, punizioni, torture e altre atrocità in vista di chissà quali future,  celesti ricompense di cui avrebbe bonariamente sorriso, come gli capitava di sorridere dei "miti" del suo popolo, pur con il rispetto che si deve a quella parte di umanità che, con i propri mezzi a disposizione  in quel determinato momento,  arriva ad inventarne di tutte pur di  cercare di capirci qualcosa.

Questo padre si chiamava Aristotele.

Suo figlio era Nicòmaco.

Da qui, il titolo del suo libro: "Etica a Nicòmaco" o "Etica Nicomachea", libro sistematicamente ignorato nel 96,5 % delle nostre Scuole Medie Superiori e molto superficialmente conosciuto nelle restanti 3,5%, mentre nel 100% delle medesime, pagate regolarmente da tutti i cittadini, continuano ad imperversare "Thorà" e "Sharie" rigorosamente "rivelate" con i devastanti effetti che cadono sotto gli occhi di tutti.

Democrazia Atea esiste e deve esistere anche per questo!

 

Carlo Chionne

Segretario Provinciale di Livorno di Democrazia Atea

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