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UNO STATO TEOCRATICO E' UNO STATO DI MORTE 31/08/2013

 Ennesima vittima dell'involuzione intellettuale che ha per base la cultura cattolica, intenta a reprimere l'espressione dell'ego e della natura umana condannando tutto ciò che non adempie al suo stereotipo, tutto ciò che non è famiglia procreativa e tradizionale, devota ed immacolata, ipnotizzata dal regime dell'orrore vaticano.

Stavolta la vittima è un bambino di quattordici anni, portato al suicidio perchè omosessuale, deriso, emarginato, lasciato solo con quello che gli facevano percepire come un dramma, una malattia, una diversità.

Della sua vita, ora, è rimasto solo un biglietto: «Sono omosessuale, nessuno capisce il mio dramma e non so come farlo accettare alla mia famiglia», scritto prima di infliggersi la punizione più estrema, la morte.

Si è gettato dal terrazzo del suo palazzo romano. Domani questa storia sarà dimenticata, come accadde per il suo coetaneo, conosciuto meglio col soprannome "il ragazzo dai pantaloni rosa", perché così funziona, nulla cambia nel Paese, tutto rimane immutato, aumentano i bambini suicidi, quello si.

Eppure non è difficile comprendere che l'omosessualità non è un problema, non necessita di ghetti, di tolleranza, di compassione, è un orientamento personale, non scelto, vissuto alla stessa maniera dell'orientamento eterosessuale, non è una malattia, non è l'anticamera dell'inferno, non è un drago volante.

Qualche anno fa vi fu un tentativo di normalizzare l'omosessuale concedendogli la possibilità di unirsi in matrimonio, poi intervennero i padroni del mondo, quelli che dicono che siamo un Paese democratico, intervenne il Vaticano, in quel periodo eravamo sotto il regime di Ratzinger, prima che passasse la palla al nuovo dittatore argentino, meglio conosciuto come Francesco, "il papa umile". Non se ne fece più nulla, gli omosessuali continuano ad avere trattamenti diversi dalle persone normali, niente possibilità di matrimonio, niente adozioni, niente di niente, costretti a ritrovarsi in bar per omosessuali, in discoteche per omosessuali, in spiagge per omosessuali, in librerie per omosessuali e quanto di più "per omosessuali" si possa immaginare. C'è da stupirsi che, in un Paese teocratico, gli omosessuali possano sedersi sull'autobus e non siano costretti a cedere il posto agli eterosessuali. Pochi mesi fa, il Vaticano ha anche bandito il paradiso a chi pratica l'omosessualità.

Il risultato di questo massacro psicologico al servizio del nulla lo subiscono le persone più delicate: i bambini, ormai consapevoli che, come omosessuali, a loro spetta un futuro vuoto, senza famiglia, senza affetti, da vivere nel segreto, pena l'emarginazione, l'allontanamento da chi magari in segreto si ama.

Democrazia Atea, conscia di questi problemi, da anni ha nel programma politico l'abolizione dei Patti Lateranensi, quindi di mantenere Stato e Chiesa separati e ben distinti.

Non possiamo ridare la vita a questo ragazzino, ma possiamo impedire che altri vengano massacrati e costretti alla stessa sorte.

 

Marco Dimitri

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