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VINCERE FACILE 31/12/2014

Matteo Salvini non brilla per estetica del linguaggio, povero e scarno nel suo aspetto semantico.

Non brilla nemmeno per elaborazione concettuale, tanto che sembra rivolgersi perennemente a ragazzi delle scuole medie ripetenti.

Mostra di saper interpretare la bassezza degli istinti umani che trasforma in obiettivi politici, e più sono infimi e rivoltanti e più intercetta il consenso.

Matteo Salvini è perfetto per fingere l’antagonismo con Matteo Renzi.

La pochezza politica di Salvini e le sue performance ridicole appaiono più che idonee per far sembrare le performance di Matteo Renzi più affidabili.

Fino a quando Matteo Renzi avrà come antagonista uno come Matteo Salvini, sul terreno del consenso, continuerà a vincere facile, e un certo giornalismo compiacente si sta prestando a questo squallido gioco delle parti nel quale c’è un’unica vincitrice, che non ha bisogno di consensi, ovvero la politica economica che ci è stata imposta dalla Troika.

Matteo Renzi e Matteo Salvini sarebbero più spendibili in un talk show come “tronisti”, ma nella fase più grave dello smantellamento delle tutele dei lavoratori, in un disequilibrio ottocentesco tra capitale e lavoro, sono, nostro malgrado, i protagonisti della scena politica e istituzionale italiana.

“L’operazione Matteo” si risolve nella prospettiva di un antagonismo da gossip, drammaticamente inutile e irreversibilmente deleterio.

 

Carla Corsetti

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