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Obiettivo n.12
Obiettivo n.12

 Le riforme del Ministro Gelmini si sono inserite nel contesto del più ampio obiettivo massonico piduista di indebolire le conoscenze e le competenze di intere generazioni di studenti.

Nel programma di Rinascita Democratica di Licio Gelli, circa la formazione scolastica, si stigmatizzava “l’involuzione subita dalla scuola negli ultimi 10 anni quale risultante di una giusta politica di ampliamento dell’area di istruzione pubblica”.

Il rimedio proposto nel progetto massonico era quello di eliminare l’automatismo: titolo di studio/posto di lavoro e quello di introdurre un sistema meritocratico che, se ha una sua ragione di esistere nel momento in cui si accede al mondo del lavoro, diventa discriminazione ingiustificata nella formazione scolastica che, invece, deve avere la finalità di consentire l’accesso alla conoscenza senza disparità né penalizzazioni.

A tutti deve essere consentito di accedere ai saperi e dunque a tutti gli studenti deve essere consentito di costruire la propria capacità critica.

Le riforme della Gelmini sono andate nella direzione opposta per rendere più inconsistente la formazione scolastica, atteso che la capacità critica si alimenta della conoscenza e che la gestione del potere presuppone che la conoscenza e l’istruzione si trasformino in competenza, e dunque ridurre le conoscenze risolve il problema alla radice.

Il Ministro Gelmini si è resa protagonista e artefice di un progressivo smantellamento della scuola pubblica e non si è limitata alla sottrazione di fondi ma ha inciso negativamente nella elaborazione dei programmi ministeriali.

Sono state ridotte le conoscenze storiche, linguistiche, geografiche e scientifiche.

Il risultato è stato quello di vedere gli studenti italiani, nelle graduatorie dell’OCSE del 2013, agli ultimi posti dei Paesi della UE.

Nel contempo le riforme della Gelmini hanno salvaguardato i finanziamenti alle scuole private cattoliche, in totale disprezzo dell’art.33 della Costituzione che vieta in maniera categorica qualunque forma di finanziamento alle scuole private.

La scuola pubblica deve essere posta al centro dell’attenzione per la rinascita del livello culturale della Nazione.

È l’unica strada per sperare in un percorso virtuoso di civilizzazione e di qualità della vita.