Campagna Tesseramento 2017
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Obiettivo n.17
Obiettivo n.17

Scegliere la cremazione è senza dubbio un atto di civiltà ed è per questo che i maggiori impedimenti alla sua diffusione provengono dalle religioni che legano alla cremazione un ostacolo al raggiungimento delle loro finalità: i veneratori del fuoco non vogliono che questo elemento entri in contatto con le impurità dei cadaveri, i credenti nella resurrezione ritengono che un cadavere bruciato abbia difficoltà a risorgere, altri credenti ritengono che se si brucia il cadavere l’anima non potrà più raggiungere la pace eterna.

Dunque ogni religione interferisce esprimendo il suo contrasto alla eliminazione dei cadaveri attraverso la cremazione, e condizionando la legislazione dei Paesi in base alle proprie superstizioni e ai propri tabù.

Diffondere invece gli aspetti positivi della cremazione resta un atto di civiltà.

L’accesso alla cremazione trova un ostacolo nella diffusione dei centri, decisamente più diffusi nel centro nord, e dunque è auspicabile che ogni provincia possa disporre del proprio inceneritore.

Le sale di commiato per coloro che non appartengono alla religione cattolica, devono invece essere istituite in ogni Comune.

Quanto alle tariffe, un recente decreto del 2006 ha stabilito che la tariffa massima per ogni cremazione non possa superare la somma di € 424,95 e quindi l’incentivazione alla cremazione, auspicabile anche sotto il profilo urbanistico, passa attraverso il mantenimento della regolamentazione nazionale delle tariffe, evitando che le tariffe possano essere gestite dai Comuni o da società private.