Campagna Tesseramento 2017
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Obiettivo n.36
Obiettivo n.36

Non è infrequente che agenti appartenenti alle Forze dell’Ordine, sentendosi coperti da una sostanziale impunità, si siano resi protagonisti di episodi penalmente rilevanti e che abbiano disatteso una assunzione di responsabilità nelle maglie larghe di una giustizia lenta e fallace.

I comportamenti scorretti delle Forze dell’Ordine non devono incontrare solamente la sanzione penale ma è necessario che la barbarie dell’impunità sia sostituita dalla cultura del disonore della sanzione disciplinare.

Il rilievo penale e quello disciplinare attengono a sfere giuridiche differenti che, per quanto possano incontrarsi, in definitiva possono essere valutati separatamente e con sistema sanzionatorio non necessariamente coincidente.

Ogni violazione, ogni mancanza che pregiudichi il decoro e l’interesse generale degli ordinamenti cui le Forze dell’Ordine appartengono, deve trovare l’applicazione di una sanzione disciplinare.

Le Forze dell’Ordine devono improntare le proprie azioni a principi e doveri di rettitudine e di rispetto in relazione alla funzione istituzionale assegnata. L’introduzione di un codice identificativo, peraltro già adottato in altri Paesi europei, si pone in continuità rispetto alla necessità di interpretare, da parte della popolazione, il ruolo delle Forze dell’Ordine come istituzione a difesa della sicurezza e non come “organizzazione di manganellatori anonimi”.