Campagna Tesseramento 2017
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Obiettivo n.47
Obiettivo n.47

La confisca è una efficace misura di carattere patrimoniale che ha la finalità di contrastare le attività criminali organizzate.

Il primo provvedimento legislativo che prevedeva la possibilità di confiscare i beni delle organizzazioni mafiose, risale al 1982 con la legge n.106 meglio nota come legge Rognoni - La Torre.

Con il decreto n.230 del 1989 si definirono le procedure di gestione, amministrazione, destinazione e cessione, anche a titolo gratuito, a enti pubblici o ad associazioni, comunità, società e imprese a partecipazione pubblica finalizzate a scopi sociali, dei beni confiscati alle mafie.

Con la legge n.109 del 1996 si stabilisce che i beni confiscati debbano essere assegnati entro un termine breve, non superiore a novanta giorni.

Nel 1999 viene istituita la figura del Commissario straordinario per la gestione e l’assegnazione dell’immenso patrimonio ormai da troppo tempo accumulato.

Il Commissario straordinario, in controtendenza rispetto ad altre istituzioni statali, realizzò un trend di assegnazioni superiore alle acquisizioni, e dunque le finalità assegnate erano state raggiunte.

Il governo Berlusconi, visti i risultati positivi raggiunti dal Commissario, non prorogò l’istituzione e ne affidò i compiti al Demanio provocando un rallentamento nelle procedure di acquisizione e di assegnazione.

Con il successivo governo Prodi il Commissario fu nuovamente istituito e l’attività riprese, anche se con difficoltà a causa della pausa di rallentamento determinata dalle scelte berlusconiane.

Tornato Berlusconi al governo, il Commissario è stato nuovamente soppresso ed è stata istituita un’Agenzia nazionale cui è stato affidato il compito di vendere gli immobili confiscati con il grave rischio, fino ad allora scongiurato, che attraverso prestanome i beni possano ritornare nuovamente nelle mani delle organizzazioni criminali.

La ratio sottesa alla norma che dispone la confisca dei beni della criminalità organizzata è stata totalmente vanificata dalle decisioni berlusconiane.

 

I beni confiscati devono rimanere nella proprietà dello Stato e possono essere assegnati con le finalità proprie della lotta alla mentalità mafiosa, e dunque utilizzati esclusivamente per scopi sociali.