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Obiettivo n.63
Obiettivo n.63

Imposizione progressiva della tassazione fiscale.

 

La nostra Costituzione disegna un principio di portata generale quando all'articolo 53 dice che "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva".

 

La capacità contributiva dei soggetti, nel nostro sistema costituzionale, non può prescindere dalla funzione solidaristica del tributo perché attraverso il tributo si attua un dovere legato alla convivenza sociale, alla necessità che uno stesso gruppo sociale sia posto nelle condizioni di poter condividere le spese comuni per accedere ai servizi essenziali.

 

Affinché la funzione solidale del tributo possa compiersi, è necessario che i soggetti con la stessa capacità contributiva siano gravati dalla stessa prestazione tributaria, e che i soggetti con una capacità contributiva differente, siano gravati in modo differente.

 

E' noto che la maggior parte delle entrate provengono da tributi indiretti i quali, purtroppo, attuano una progressione a rovescio perché essendo legati ai beni di consumo, gravano maggiormente sulle classi più deboli e in questo modo non si ha più un carico tributario progressivo ma regressivo, di per sé ingiusto ed iniquo.

 

Un sistema progressivo potrà garantire che l'imposizione fiscale non si traduca in una ingiustizia sociale e perché questo accada lo stesso sistema non potrà strutturarsi in modo assolutamente rigido ma dovrà bilanciarsi con imposte progressive in grado di tener conto delle condizioni economiche, familiari e sociali di ogni singolo contribuente.

 

I nostri costituenti hanno indicato le linee di principio generali le quali prevedendo che i sistemi tributari possano essere modificati in modo flessibile, purché mantengano una uniformità al principio di ragionevolezza e siano in grado di contemperarsi con altri diritti costituzionali, come ad esempio il diritto alla salute o al lavoro.

 

Ciò che più opprime, tuttavia, non è solo una pressione fiscale non proporzionata alla propria capacità contributiva, ma è la consapevolezza che i propri sforzi siano costantemente vanificati da una pessima gestione delle risorse sottratte all'interesse collettivo, predate da interessi particolari, nella totale sfacciataggine di intere categorie privilegiate, come il clero, indifferenti a tutti i sistemi tributari perché comunque odiosamente esentate.