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Perchè i preti sono pedofili

In un Paese come l’Italia, ridotto a ruolo di Colonia del Vaticano “grazie” allo scellerato Concordato fascista e all’ancor più scellerata revisione Craxiana, scrivere un libro sulla pedofilia del Clero cattolico è un’impresa temeraria, che può essere intrapresa solo da chi, oltre a non temere scomuniche, non è codardo e non è mafiosamente colluso con la Chiesa: in pratica, da pochissime “mosche bianche”.

Questo spiega come mai, ad onta dello scandalo “planetario” dei preti pedofili e dello loro sistematica, omertosa e criminale copertura da parte della Chiesa, pochissimi si siano cimentati su questo “fenomeno” tutt’altro che commendevole e perché, inoltre, le frequenti notizie di cronaca giudiziaria e le pesanti condanne inflitte (anche) ai preti pedofili “nostrani”, siano state e vengano sistematicamente occultate dal regime di (dis)informazione di Stato, cioè dalla RAI, da Mediaset (fatta eccezione per la trasmissione Le Iene) e dalle principali testate giornalistiche.

La pubblicazione di questo libro deve essere dunque accolta con estrema soddisfazione, perché si pone in controtendenza e perché rompe una cortina di omertoso silenzio mediatico.

Ma non è tutto. L’autrice, infatti, non si limita ad una fredda e impietosa cronaca di alcuni casi di clerico-pedofilia, più o meno eclatanti, ma si addentra in una approfondita analisi delle cause di questa “epidemia” delinquenziale -che affligge “Santa Madre Chiesa” da più di un millennio- nonché delle strategie omertose che il Vaticano ha “istituzionalizzato” per assicurare l’impunità dei preti criminali a discapito delle vittime innocenti.

Ne scaturisce un lavoro pregevole e sicuramente originale, in merito al quale ciascuno è libero di esprimere consensi o dissensi, ma che è destinato a scuotere le coscienze di coloro che la coscienza ancora ce l’hanno e che non sono disposti a “lavarsela” periodicamente col rito della confessione.

Con questo trattato l’autrice demolisce il pilastro che è stato artatamente costruito per sminuire la portata dell’epidemia pedofila che affligge la Chiesa in modo endemico, e cioè che le costrizioni e gli indottrinamenti imposti al clero cattolico non interferiscano, più di tanto, su questa criminale deviazione sessuale.

In realtà l’imposizione del voto di castità -che reprime e brutalizza pulsioni sessuali che appartengono fisiologicamente a qualsiasi essere umano- la sessuofobia, la misoginia, l’omofobia, il folle declassamento del crimine della pedofilia a “peccato”, la deresponsabilizzazione indotta dal perdono e dal “lavaggio” della coscienza con la confessione, il delirio di rappresentare “la” divinità sul Pianeta Terra e la rosea prospettiva di confidare nella copertura e nella complicità di un sodalizio omertoso, costituiscono una miscela esplosiva che alimenta la pedofilia del clero e che spiega -ad onta dei tentativi di relegarla nella forbice della media statistica- “perché i preti sono pedofili”.

Auguro pertanto a tutti una buona lettura. Luigi Tosti

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