NE RIPARLIAMO LUNEDÌ
15-02-2025 22:58 - Carla Corsetti
La guerra in Ucraina non è ancora terminata ma gli obiettivi sono già raggiunti.
Poche voci, già dall’inizio del conflitto, avevano correttamente previsto cosa sarebbe accaduto, e sono state denigrate e derise.
Abbiamo assistito allo spettacolo vomitevole di conduttori televisivi che si prestavano al linciaggio di analisti politici, hanno ridicolizzato e schernito chi osava allontanarsi dalla posizione servile imposta dagli USA, ed è stato indegno vedere con quanta cialtroneria commentatori e giornalisti hanno riso in faccia a chi diceva ciò che oggi è sotto gli occhi di tutti.
L’Ucraina avrebbe potuto risolvere con la diplomazia il conflitto ma ha voluto sacrificare la vita di migliaia e migliaia di persone, il suo territorio è devastato dai bombardamenti, è distrutta economicamente e militarmente, ed ha perso la guerra perché non entrerà nella NATO, non riavrà i territori russofoni, e ha dovuto piatire di entrare nei negoziati di pace che i due dittatori antagonisti, Putin e Trump, hanno avviato escludendo proprio l’Ucraina.
Putin ha vinto perché il controllo sulle regioni conquistate non sarà ceduto e difficilmente l’Ucraina sarà in grado di rialzarsi militarmente.
Trump ha vinto su Biden che ha pianificato il conflitto ma ne aveva perso il controllo, e ha vinto su Zelensky che non aveva collaborato con lui quando gli aveva ordinato di indagare su Biden e sugli affari del figlio di Biden in Ucraina, rischiando l’impeachment.
Trump ha vinto soprattutto sull’Europa che è stata servilmente spinta nel conflitto, pagando il prezzo di una debacle economica che ne ha indebolito l’impianto democratico a favore di populismi sovranisti fascisti in ascesa su tutto il continente.
Trump ha vinto sulla serva Italia “di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta” e i bacetti e gli abbracci non la risolleveranno dalla irrilevanza politica per i prossimi anni.
Ed è in questo scenario che si inserisce la frase di Mattarella su Putin paragonato a Hitler, che ha scatenato le reazioni di Mosca profondamente offesa.
Storicamente è stata una forzatura dal momento che i russi hanno pagato il prezzo di 27 milioni di morti per sconfiggere il nazismo.
E allora occorre chiedersi perché sia stata pronunciata.
L’Italia in questo momento è all’angolo, si è infilata in una guerra per servilismo agli USA, per difendere territori russofoni, contesi per avvicinare la NATO al confine russo, armando i gruppi nazisti Azov come se fossero le Brigate partigiane italiane e invece di auspicare diplomazia e neutralità, ha partecipato al conflitto per procura.
Ora che l’Ucraina ha perso la guerra e Putin e Trump dialogheranno in via diretta, in una fase delicata perché fuori dagli schemi della diplomazia internazionale, la frase di Mattarella ha l’effetto di destabilizzare il piano umorale di Trump, posto che è difficile destabilizzare quello di Putin, e si ha il chiaro sentore che l’Italia e l’Europa vogliano riprendersi la scena facendo continuare la guerra.
In questa partita c’è la Cina, vincitrice silenziosa, che al di fuori delle dinamiche di guerra, continua a costruire una solidità economica e prosperità, mantenendo buoni rapporti commerciali sia con la Russia che con gli USA.
Ora però in Italia c’è Sanremo, ne riparliamo lunedì.
Poche voci, già dall’inizio del conflitto, avevano correttamente previsto cosa sarebbe accaduto, e sono state denigrate e derise.
Abbiamo assistito allo spettacolo vomitevole di conduttori televisivi che si prestavano al linciaggio di analisti politici, hanno ridicolizzato e schernito chi osava allontanarsi dalla posizione servile imposta dagli USA, ed è stato indegno vedere con quanta cialtroneria commentatori e giornalisti hanno riso in faccia a chi diceva ciò che oggi è sotto gli occhi di tutti.
L’Ucraina avrebbe potuto risolvere con la diplomazia il conflitto ma ha voluto sacrificare la vita di migliaia e migliaia di persone, il suo territorio è devastato dai bombardamenti, è distrutta economicamente e militarmente, ed ha perso la guerra perché non entrerà nella NATO, non riavrà i territori russofoni, e ha dovuto piatire di entrare nei negoziati di pace che i due dittatori antagonisti, Putin e Trump, hanno avviato escludendo proprio l’Ucraina.
Putin ha vinto perché il controllo sulle regioni conquistate non sarà ceduto e difficilmente l’Ucraina sarà in grado di rialzarsi militarmente.
Trump ha vinto su Biden che ha pianificato il conflitto ma ne aveva perso il controllo, e ha vinto su Zelensky che non aveva collaborato con lui quando gli aveva ordinato di indagare su Biden e sugli affari del figlio di Biden in Ucraina, rischiando l’impeachment.
Trump ha vinto soprattutto sull’Europa che è stata servilmente spinta nel conflitto, pagando il prezzo di una debacle economica che ne ha indebolito l’impianto democratico a favore di populismi sovranisti fascisti in ascesa su tutto il continente.
Trump ha vinto sulla serva Italia “di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta” e i bacetti e gli abbracci non la risolleveranno dalla irrilevanza politica per i prossimi anni.
Ed è in questo scenario che si inserisce la frase di Mattarella su Putin paragonato a Hitler, che ha scatenato le reazioni di Mosca profondamente offesa.
Storicamente è stata una forzatura dal momento che i russi hanno pagato il prezzo di 27 milioni di morti per sconfiggere il nazismo.
E allora occorre chiedersi perché sia stata pronunciata.
L’Italia in questo momento è all’angolo, si è infilata in una guerra per servilismo agli USA, per difendere territori russofoni, contesi per avvicinare la NATO al confine russo, armando i gruppi nazisti Azov come se fossero le Brigate partigiane italiane e invece di auspicare diplomazia e neutralità, ha partecipato al conflitto per procura.
Ora che l’Ucraina ha perso la guerra e Putin e Trump dialogheranno in via diretta, in una fase delicata perché fuori dagli schemi della diplomazia internazionale, la frase di Mattarella ha l’effetto di destabilizzare il piano umorale di Trump, posto che è difficile destabilizzare quello di Putin, e si ha il chiaro sentore che l’Italia e l’Europa vogliano riprendersi la scena facendo continuare la guerra.
In questa partita c’è la Cina, vincitrice silenziosa, che al di fuori delle dinamiche di guerra, continua a costruire una solidità economica e prosperità, mantenendo buoni rapporti commerciali sia con la Russia che con gli USA.
Ora però in Italia c’è Sanremo, ne riparliamo lunedì.